I nativi digitali a scuola di educazione civica

.

Si diventa internauti consapevoli se ci si informa, si comunica, si risolvono i problemi e si creano contenuti consapevoli

.Quest’anno abbiamo approfondito il tema dell’uso consapevole dei social. Abbiamo imparato che per diventare “internauti” consapevoli è consigliabile seguire il modello DIGICOMP (Digital competence, 2013) che consiste nell’insieme 5 competenze da acquisire: informarsi, comunicare, creare contenuti, riconoscere i pericoli e risolvere i problemi. Abbiamo capito che molte delle notizie che girano sui social sono false,(fake news); ognuno di noi dovrebbe verificarle, soprattutto prima di condividerle. Esistono anche gli account falsi (catfish), creati da persone che si spacciano per altri. Oggi siamo più attenti a chi ci contatta e a verifichiamo l’identità di ognuno prima di “dare l’amicizia”. Abbiamo scoperto una parola nuova: “netiquette”, che indica il codice di buon comportamento sui social per mantenere un tono rispettoso. Inoltre, il “Manifesto della comunicazione non ostile” ci ha insegnato come rendere la rete un luogo meno violento, e più civile e che bisogna ricordare sempre che “virtuale è reale”(art.1). Dobbiamo difenderci dai pericoli che la rete comporta soprattutto per i ragazzi della nostra età. Un altro pericolo fortissimo è la dipendenza da Internet, argomento che tratteremo nell’articolo di approfondimento. La sicurezza sul web è fondamentale. Innanzitutto dobbiamo proteggere i nostri dispositivi da pericoli come i malware, le spam, il phishing e le pubblicità ingannevoli. Dobbiamo porre dei vincoli alla privacy dei nostri social, per proteggere i nostri dati personali. Il tema delle privacy è considerato un diritto fondamentale della persona ed, in Italia Il Garante della Privacy lo fa rispettare. In rete possiamo trovare il Cyber-bullo, colui, che molesta ripetutamente una persona creandogli profondi disagi sia psicologici che fisici, e che, protetto dall’ anonimato della rete, agisce andando a colpire le debolezze della sua vittima, tormentandola e spesso mettendo in rete fake news imbarazzanti, che nel giro di un “click” arrivano a tantissime persone. La privacy della vittima viene violata e sono numerosi i casi che si registrano di ragazzi che hanno avuto danni gravissimi che talvolta si sono spinti fino al suicidio. In Italia la legge n.71 del 2017 è stata emanata per contrastare questo fenomeno, in seguito al suicidio di Carolina Picchio che ha lasciato un ultimo messaggio: “Le parole fanno più male delle botte”. Anche le scuole si sono attivate trovando all’interno degli istituti un Referente del Cyberbullismo, allo scopo preventivo di tutelare le vittime e di sensibilizzare sul tema. Internet e le nuove tecnologie, però, portano anche dei vantaggi. Dove c’è maggiore cultura digitale i sistemi amministrativi sono più moderni e i cittadini possono migliorare il loro stile di vita e accedere a informazioni più approfondite e rapide. Le nuove tecnologie ci sono state utilissime, durante la pandemia concedendoci di non perdere neanche un giorno di scuola sebbene la didattica distanza non sia esattamente il modello di scuola che preferiamo.

 

CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA