La didattica a distanza e il gap tra le famiglie

Il problema maggiore delle lezioni a casa è stata la mancanza di computer per tutti e le connessioni wi-fi a volte ballerine

Saltare la scuola è sempre stato un momento di festa nell’immaginario di ogni studente così quando un anno fa, a causa dell’epidemia da coronavirus, hanno dichiarato il lockdown in tutto il Paese molti hanno pensato ad una lunga vacanza. Probabilmente lo abbiamo fatto in tanti. Poi col passare dei giorni, delle settimane, la didattica a distanza è diventata una necessità per mettere in pari gli studenti con il programma scolastico. A causa del dilagare dell’emergenza sanitaria è stato l’unico mezzo tramite il quale gli alunni sono riusciti a proseguire negli studi e a restare in contatto tra loro. Tanti i pro e i contro secondo i ragazzi del laboratorio di Giornalismo della scuola San Carlo e San Michele di Rho: «A marzo del 2020 eravamo ignari di quello che stava per succedere o comunque di come sarebbe stato l’approccio con l’insegnamento a distanza, alcuni erano anche spaventati, mentre durante il lockdown di ottobre eravamo molto più consapevoli di come si sarebbero svolte le lezioni. Dad non significa non studiare ma è stato un proseguire nel piano degli studi». «C’è un carico maggiore di compiti rispetto a quando si è in presenza – dicono gli studenti della Secondaria di Primo Grado – Si fanno le verifiche, le interrogazioni, senza considerare i problemi di connessione. Tra le cose negative l’impossibilità di relazionarsi con gli altri, dello stare insieme, il guardarsi negli occhi, lo scambiarsi emozioni». E continuano: «Durante la didattica a distanza se uno studente non comprende la lezione resta indietro invece in presenza basta alzare la mano e la prof dà parola. Questo perché in dad c’è il sovrapporsi degli interventi degli studenti, invece in presenza no. E’ da sottolineare anche un aspetto sociale: non tutti possono collegarsi da casa quindi sono emerse le categorie più fragili, si è creato un gap tra le famiglie che possono usufruire di vari dispositivi e di chi non ne ha nemmeno uno. Soprattutto in quei contesti dove i nuclei sono composti da più di un figlio e mamma e papà lavorano in smart working. La scuola è un diritto e tutti devono poter frequentare». La didattica a distanza però, a sentire i ragazzi, non è solo cose negative «altrimenti sarebbe stata abolita subito. Ci sono anche alcuni pro come la possibilità di stare comodi a casa, alzarsi pochi minuti prima delle lezioni, stare in pigiama, il sentirsi maggiormente sicuri nelle interrogazioni perché in fondo un pò si può sbirciare a video sui compiti. Chiaramente tutto questo non ha la stessa efficacia della didattica in presenza, si sta meno attenti». Purtroppo sono ancora tanti gli studenti costretti a stare a casa e fare lezione a distanza, per casi di covid in classe o in famiglia e così via. Ora, grazie alle nuove disposizioni governative, in tanti sono rientrati in classe e li docenti hanno riscontrato un rinnovato entusiasmo tra gli studenti, anche tra chi aveva completamente perso interesse nello studio.

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