Il futuro è di chi crede nella bellezza dei sogni

Femminicidio e parità di genere: lotte e impegno della nostra generazione per cambiare ciò che non va assolutamente bene

«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni»: è una frase di Eleanor Roosevelt che ci ha fatto riflettere. In quest’ultimo anno la situazione drammatica del Covid19 ha portato gravi danni alla vita quotidiana delle donne. Stando ad alcune statistiche abbiamo osservato che la violenza sulle donne è aumentata drasticamente a causa del confinamento in casa. Costrette fra le quattro mura domestiche, gomito a gomito con compagni e mariti maneschi, le poverette hanno dovuto subire maltrattamenti, spesso anche davanti ai figli. Volendo fare un esempio, si potrebbe citare la storia di una donna che il 12 marzo scorso è stata uccisa a coltellate dal marito davanti al figlio di 4 anni. Ma non è nè il primo caso, né l’ultimo di quest’anno particolarmente drammatico per le donne proprio a causa del lockdown. Si tratta del tredicesimo femminicidio dell’anno in soli 72 giorni. Si stima che in Italia una donna ogni 5 giorni venga uccisa. È impensabile che nel ventunesimo secolo si la donna sia ancora considerata da molti uomini una proprietà del maschio, quando invece la legge stabilisce sacrosanta la libertà di ogni individuo e sottolinea la parità dei diritti per entrambi i sessi. Nonne e mamme raccontano di essersi battute, agli inizi degli anni ’70, per ottenere alcuni diritti che le ragazza della nostra generazione rivendicano come acquisiti. Un esempio classico ed eclatante sono i pantaloni: prima degli anni ’70 per una ragazza era molto disdicevole girare in jeans. Poteva indossare i pantaloni solo se andava a camminare in montagna o se scendeva da una pista con gli sci ai piedi. Parlando di donne a cui sono stati limitati dei diritti possiamo citare per esempio Samira Zargari che non ha avuto la possibilità di gareggiare per le nazionali di sci iraniane, perché il marito le ha impedito di partire (in Iran c’è una legge che stabilisce che per ottenere il passaporto sia necessario avere il consenso del marito). Questa è una cosa inaccettabile perché ogni donna deve poter avere la piena autonomia indipendentemente dal tipo di legame stretto con altre persone. Eppure in molti Paesi stranieri, le donne possono andare a lavorare solo se sono accompagnate da un fratello o un parente maschio. Per celebrare le donne è stata istituita la Giornata della Donna l’8 marzo. È una giornata in cui si celebrano le donne e i loro diritti, tuttavia vuole anche rimarcare il fatto che la donna debba essere rispettata ogni giorno di ogni anno, non solamente l’8 marzo. Mimose e scarpe rosse, simboli della giornata, devono riportare l’attenzione sul ruolo fondamentale delle donne nella società e sulla necessità di non dimenticare tutte le vittime di femminicidio. Noi ci impegniamo a lottare affinché la nostra generazione si dimostri più civile e rispettosa nei confronti di tutte le donne del mondo.

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