La Costituzione italiana dalle radici alle foglie

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Un albero per riflettere sulla storia, sul presente, i suoi principi fondamentali e sviluppare il senso di appartenenza

«La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile»: da questo invito alla partecipazione attiva e all’impegno civico rivolto da Piero Calamandrei agli studenti milanesi nel 1955 è nato il nostro percorso sulla Costituzione italiana, accompagnato dalla costruzione di un grande albero che rappresenta le sue origini, la sua storia e i suoi principi. Calamandrei definisce l’indifferenza «una malattia dei giovani», ma, studiando storia, abbiamo capito che è diffusa anche fra gli adulti e che è all’origine di tanti problemi dell’umanità: la nostra Costituzione è stata scritta proprio dopo una delle più grandi tragedie, la Shoah, avvenuta tra l’indifferenza di tanti. Il nostro albero affonda invece le radici nella Resistenza partigiana, nelle azioni di chi non è rimasto indifferente. Dietro ogni articolo della Costituzione c’è l’eco di voci lontane come quelle di Garibaldi, Cavour e Mazzini, ma anche il sacrificio di uomini umili che hanno dato la propria vita e hanno lottato fino alla Liberazione. «La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale solo quando comincia a mancare», dice Calamandrei. L’esperienza della dittatura e della privazione della libertà ha lasciato una traccia indelebile: per questo i componenti dell’Assemblea Costituente, pur appartenendo a partiti diversi e avendo pensieri differenti, riuscirono a trovare un punto di intesa su alcuni valori fondamentali e a scrivere un testo che fosse rappresentativo di tutti. E proprio questi principi si originano dal tronco e fanno da sfondo al nostro albero, viaggiando su dodici nuvole: sono i primi dodici articoli della nostra Costituzione, le fondamenta. In base ad essi a tutti i cittadini vengono garantite libertà, uguaglianza, dignità e pari opportunità. Proseguendo nella lettura della parte I e II, abbiamo individuato alcuni dei diritti e dei doveri che sentivamo più vicini e li abbiamo annotati sui rami. E le foglie Le foglie siamo noi: di vari colori perché siamo tutti diversi, ma con gli stessi diritti! Quando torneremo a frequentare in presenza, esporremo il nostro albero nell’atrio della scuola e inviteremo studenti, insegnanti e genitori ad attaccare nuove foglie, simbolo di una comunità viva che condivide ideali e valori, pur salvaguardando l’unicità di ciascuno. Siamo soddisfatti del lavoro, ma sappiamo che è solo un punto di partenza: ci auguriamo che l’albero porti frutti! L’educazione civica che da quest’anno è stata introdotta nelle scuole come si alimenta con le conoscenze e la consapevolezza, ma soprattutto si gioca «sul campo», nella vita. Per ora il nostro combustibile nella macchina della Costituzione sarà l’impegno nello studio e nella costruzione di relazioni basate sull’accoglienza e sul rispetto dell’altro.

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