Il Parco delle Cave, «l’ossigeno di Baggio»

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Il passato, il presente ed il futuro di un’antica area verde tutta da raccontare per il ruolo fondamentale nel quartiere

«Era un’area maltrattata con acque putride e prodotti nocivi, ma azionando l’ossigeno si “ricostruì” l’ambiente», sono le parole del consigliere comunale Rosario Pantaleo, di cui segue un’intervista, ad introdurre il passato del Parco delle Cave di Baggio, quartiere periferico di Milano. In origine a quest’area fu attribuito questo nome per la propria conformazione, di fatto era ed è tuttora costituita da una varietà di cave: Cava Cabassi, Cava Aurora, Cava Casati, infine Cava Ongari e Cerutti, che fanno parte di quinto romano. Nel 1970 avvenne la prima estrazione e nello stesso anno iniziarono i lavori sulla base del progetto di «idealizzazione», elaborato come polo ambientale nell’ovest del Milanese; dunque il parco si collega sia al Parco di Trenno che al Bosco in Città. A partire dal 1973 il gruppo di volontari, composto in parte dalle associazioni di pesca, coordinato da Giuseppe Mazzi, offrì il proprio contributo insieme al Comune, allo sviluppo del parco. Il «Gruppo delle Acque», tra il 1974 ed il 1975, volto ad acquisire e riferire dati rispetto all’inquinamento della zona, coinvolse Ercole Ferrario, assessore all’ecologia del Comune; egli successivamente ad un’analisi delle informazioni rilevate, instaurò una prima base di idee riguardo al futuro ed alle varie trasformazioni del parco, ad esempio, l’installo gratuito di un impianto, permesso dalla Soc. SIO (Società Italiana Ossigeno), di sufflaggio di ossigeno nella Cava Aurora, costituito da tubi forati posti sul fondo della Cabassi. Nel 1985 si formò un gruppo della Biblioteca di Baggio, di via Pistoia, riguardo alla cerimonia di inaugurazione del Parco delle Cave, svoltasi più avanti nel 2002. Per quanto riguarda i progetti futuri ecco delle anticipazioni fornite da Pantaleo: Riqualificazione del percorso ciclo-pedonale e delle aree lungo il margine ovest del Parco delle cave da via Fratelli Di Dio a via Broggini, da via Broggini a via Capri, con rifacimento ponticello area del frutteto; Completamento illuminazione pubblica del percorso lungo il margine est; Ricostruzione capanno orti Parea; Realizzazione copertura campi bocce area cava Cabassi e molti altri ancora. Il parco in sé ricopre un ruolo fondamentale per il quartiere, attualmente è un ambiente pulito, sicuro e proiettato sull’armonia sociale nonché ambientale, i laghi non sono contaminati come un tempo e lo sporco è dovuto allo stagno naturale dell’acqua, di conseguenza la fauna non subisce danni e nel caso contrario sono presenti gruppi di controllo dell’inquinamento. Inoltre costituisce un luogo di svago e socializzazione sana, benefico per giovani e non, per questo motivo sono presenti spazi di associazione riguardo al volontariato, alla pesca ed un’area apposita per le bocce; per i più piccoli invece si trovano diverse aree giochi. Insomma quest’area verde rappresenta la prova concreta della fatica e della dedizione di coloro che contribuirono alla creazione del Parco delle Cave di oggi.

 

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