Social, un mondo ricco di discriminazioni

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Erika e Martina hanno condiviso sul web alcune foto molto personali e sono state insultate per il loro orientamento sessuale

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Negli ultimi decenni in tutto il mondo è aumentata l’attenzione e la sensibilità nei confronti di alcune tematiche dedicando a loro giornate per ricordare ad esempio la violenza contro le donne, il bullismo e l’olocausto. Le discriminazioni però sono ancora molto diffuse soprattutto all’interno dei social nei quali i più giovani, e non solo, si sentono più sicuri per esprimersi e mostrarsi agli altri. In realtà il web racchiude molte insidie: sono innumerevoli gli episodi di cyberbullismo, attacchi ed insulti a video o immagini altrui. In molti pensano che protetti dall’anonimato possano scrivere cose che non si sognerebbero mai di pronunciare di persona e non comprendono il grave peso delle parole scritte. Non colgono le ripercussioni nel mondo reale che ha ciò che scrivono dietro ad una tastiera e il dolore che provocano alle persone che le ricevono, perché dietro alle immagini postate si celano persone vere con una propria sensibilità. È quello che è accaduto ad Erika e Martina, due ragazze che condividendo alcune foto della loro relazione hanno ricevuto nei commenti molti insulti riguardo alla loro scelta sessuale. La situazione è peggiorata ulteriormente quando altre persone hanno condiviso le loro foto con il solo scopo di criticarle: “Abbiamo provato a rispondere, pensando che saremmo riuscite a far ragionare le persone e far cambiare loro idea” affermano le due ragazze in un’intervista. Nei mesi successivi invece si sono verificati nuovi episodi di discriminazione con commenti sempre più pesanti: «Siete contro natura. Depravate. I bambini si potrebbero ammalare vedendovi. Dovrebbero stuprarvi per diventare eterosessuali». Loro sono purtroppo solo un esempio delle numerose vittime di discriminazione che avvengono quotidianamente sui social nei quali alcuni utenti si sentono liberi di non rispettare le scelte e le opinioni altrui venendo a mancare alle buone norme di una comunicazione civile. Non tutti infatti hanno ancora compreso che virtuale è reale. Erika e Martina però hanno avuto la forza e il coraggio di reagire a questa situazione per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica e stare vicine a chi come loro ha subito questo tipo di ingiustizie. Hanno così creato il profilo social «Le perle degli omofobi» in cui ripubblicano i commenti discriminatori che ricevono per rispondere ironicamente agli attacchi, smontare le accuse e sottolineare la cattiveria e l’ignoranza dei commenti. Il loro intento ha riscosso grande successo: attualmente il loro profilo Instagram è seguito da 113 mila follower che le sostengono in questa loro battaglia contro l’omofobia e ponendo l’attenzione, soprattutto tra i più giovani, ad un importante argomento lasciato ancora troppo spesso in disparte, ma che soprattutto nei social, è molto presente.

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