Le piccole voci nascoste dei bambini malati

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La scuola sospesa: quest’anno, a seguito del Covid, il servizio scolastico non ha potuto raggiungere i degenti di numerosi reparti pediatrici lombardi

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È bello vivere tenendosi per mano, colorare con un sorriso le nuvole grigie del cielo, giocare e scoprire sempre cose nuove anche quando si è ammalati. Da molti anni nelle pediatrie degli ospedali italiani è attivo il servizio di «Scuola in ospedale», si tratta di scuole a tutti gli effetti, nate per garantire il diritto all’istruzione durante la degenza. In tutta Italia da settembre 2020 il servizio è partito e si è svolto regolarmente, ma non in Lombardia, nonostante sia stato stilato un protocollo di sicurezza per il rientro dei docenti. Molte sono scuole storiche, fondate nel dopoguerra, che hanno visto il coinvolgimento di alcuni maestri in questa esperienza straordinaria. Per un bambino ricoverato la scuola in ospedale costituisce una grande risorsa per sentirsi supportati in un passaggio di vita come quello della malattia e per proseguire nella propria formazione: l’attività didattica ed educativa proposta dai docenti aiuta infatti a connettersi alla propria parte sanSi prova molta tristezza al pensiero di tanti bambini chiusi in una cameretta di ospedale senza le maestre, i clown e i volontari. I genitori di tanti bambini malati hanno espresso preoccupazione per il futuro dei propri figli, che non hanno ritrovato più tra le pareti di alcune pediatrie il loro diritto all’istruzione, alla crescita formativa, alla gioia di vivere e al supporto nel periodo della degenza. Il tempo non passa mai quando si è ammalati e soli. Tutto sembra buio, fa pensare quasi ad una guerra che ha devastato le esperienze più belle, lasciando solo l’amarezza di grandi perdite. La scuola in ospedale non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un’oasi nel deserto che disseta la vita dei bambini e dei genitori, tramite tante esperienze didattiche. Nelle pediatrie non si è solo degenti, infatti insieme alle maestre si diventa artisti, si diventa poeti e scrittori, si imparano la musica e a suonare uno strumento, si coltivano le piantine, si mettono le proprie competenze a disposizione degli altri. C’è molto affiatamento, unione, amicizia poiché le esperienze sono intense e speciali. E’ diversa dalla scuola tradizionale, perché le attenzioni, le emozioni e i sentimenti vengono più considerati e valorizzati. Il bambino cresce, apprende e si sente sempre protagonista, nonostante il disagio causato dalla malattia. Spesso i bambini sono molto contenti e stupiti della presenza della scuola, perché portano a casa un ricordo positivo della degenza, che magicamente fa dimenticare loro la loro malattia. La speranza che possano tornare a funzionare è ancora viva, perché per questi bambini sono momenti importanti per la crescita. L’Ospedale è un luogo che suscita paura, soprattutto in questo particolare momento e la scuola in ospedale è invece il sole, l’allegria e l’aria fresca che aiuta i piccoli degenti a sognare la vita al di là di quelle pareti spesso minacciose.

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