I tre occhi della didattica a distanza

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Genitori, alunni e docenti si sono trovati improvvisamente a confrontarsi con la connessione wi-fi lenta e la mancanza di pc per tutti

Ancora una volta la pandemia provocata dal Covid ha portato alla chiusura forzata della scuola; una situazione che ha avuto molte conseguenze negative per i tre attori fondamentali convolti nella DaD (la didattica a distanza) : alunni, genitori e professori. In questo momento difficile la didattica a distanza ha rappresentato un modo per poter andare avanti con il programma scolastico, ma non si possono non notare le difficoltà a differenza con le lezioni in presenza. Gli alunni di 2D, dell’Istituto comprensivo Morzenti di Sant’Angelo Lodigiano hanno espresso il loro parere sulla DaD, valutandone l’impatto sui tre attori coinvolti ed analizzandone le criticità. «A seguito delle manifestazioni che si sono svolte in tutta l’Italia, abbiamo deciso di valutare con i compagni del nostro istituto i pro e i contro della DaD. Stando a casa ci vengono dati più compiti del dovuto e inoltre è più facile distrarsi con i rumori di sottofondo, i vari problemi di connessione e i professori che cercano di venirci incontro ma, sfortunatamente, senza avere troppe occasioni di confronto a causa di questo clima di pandemia. E dopo estenuanti ore di lezione, interagendo poco con i compagni e davanti ad uno schermo, si aggiungono, per recuperare lezioni perse, anche alcune ore pomeridiane. Per i genitori è un problema se non si hanno molti dispositivi in casa e un altro disagio è di lasciare i propri figli a casa da soli, per questo oltre a chiamare altri parenti per controllare, sono costretti a ridurre le ore di lavoro. In più, oltre alla gestione della casa devono seguire anche i figli impegnati nella DaD, a volte improvvisandosi professori e cercando di spiegare quello che non viene capito dai ragazzi. E anche se i gentori a violte sono laureati, non è detto che conoscano le pieghe del programma che viene spiegato dall’insegnante. Durante questi periodi alcuni prof si sono adattati alla tecnologia utilizzando diverse piattaforme per insegnare e per fare le videolezioni, ovviamente per loro è più facile stare a casa, sebbene non sia sempre possibile. E questo è un problema, soprattutto se hanno figli piccoli. La difficoltà maggiore per i professori è spiegare attraverso uno schermo a dei ragazzi, facilmente distraibili da molti fattori, argomenti importanti o far eseguire esercizi che richiedono una certa attenzione. Inoltre essi hanno un numero più limitato di ore per spiegare ed interrogare senza avere il controllo completo sui ragazzi. Possiamo concludere, dunque, che tutti ci siamo trovati «calati» nella vecchia pubblicità: «Qui prende … Qui non prende» così da essere costretti a cambiare le varie stanze di casa per trovare la giusta connessione, che, a volte, saltava proprio o per problemi di linea o per il fatto che fra le mura domestiche in quel momento erano troppi gli apparecchi collegati.

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