Carissimi nonni… ora c’è posta per voi!

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Gli alunni delle scuole hanno scritto agli anziani ricoverati nell’istituto Heliopolis riservato alla terza età

Il tempo strano che stiamo vivendo, ci porta a pensare alle cose essenziali: che cosa manca al tempo del covid La libertà di andare dove si vuole, di fare sport e divertirsi con agli amici. Tuttavia nella classe 1^A la risposta è stata diversa e unanime: la vicinanza delle persone, specialmente quelle più care. Al primo posto in classifica sono balzati i nonni, sempre presenti quando se ne ha bisogno. I nonni ci sono sempre, anche quando non sono più vivi, nella memoria, negli insegnamenti e nei ricordi preziosi che tramandano. In questo momento comunque lontani, perché non si possono andare a trovare, sia che abitino in altre città o regioni, sia a pochi metri; eppure ci si sente loro vicini, forse perché da più di un anno la pandemia limita tutti, rende difficili le condizioni di vita, proprio come succedeva ai loro tempi, anche se per motivi diversi, e loro insegnano ad avere pazienza, ad adattarsi, a non arrendersi. I nonni raccontano un passato da conoscere perché rappresenta le nostre radici, una parte di noi legata a loro, quindi da conservare; è quanto è emerso dalle interviste che hanno rilasciato in occasione della proposta della Pro Loco ai ragazzi di farsi raccontare come vivevano i loro nonni quando erano bambini. Dai racconti, le difficili condizioni economiche: la casa, piccola per così tanti figli, con pochi mobili essenziali; la scuola che pochi potevano permettersi e che spesso frequentavano mentre lavoravano, grazie (incredibile!) all’amore per lo studio e alla prospettiva di un futuro migliore; i giochi: il pallone, anche se di stracci o sacchetti di plastica compressi, la lipa, campana,(mondo), salto della corda, nascondino, acchiapparella: simili a quelli dei bambini di oggi anche per il divertimento; i vestiti, pochi e fatti in casa; tutto sullo sfondo del periodo storico dei primi decenni del ‘900. In questo modo gli studenti della 1^A hanno scoperto cose che ignoravano, come i luoghi di origine dei loro nonni, molti dei quali emigrati e arrivati a Milano quasi sempre alla ricerca di un lavoro migliore, ma anche quanto erano numerose e povere le famiglie neppure cento anni fa! Come tutti i legami, anche questo non è a senso unico, infatti i rapporti sono sempre reciproci: anche i nonni hanno bisogno delle nuove generazioni per sperare nel futuro. È quello che hanno pensato lo scorso dicembre i ragazzi dell’oratorio S. Luigi, che hanno proposto a tutti gli alunni delle scuole di Binasco un’iniziativa semplice ma in grado di superare qualsiasi limite imposto dal lockdown: «C’è posta per te»; l’invito era quello di scrivere una lettera a un nonno o una nonna della RSA locale Heliopolis; è significativo che molti alunni abbiano aderito senza ottenere niente in cambio: gli auguri di Natale e i pensieri non sono «oggetti» che si possono comprare; sono costati impegno, tempo e fatica gratuiti, ma hanno dato soddisfazione ai ragazzi e sono stati apprezzati dai nonni perché veri e sinceri.

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