Secondaria di primo grado «G. Carducci» Brescia – Classe 3^G

Il Covid19 rinsalda lo spirito di comunità

Uno studente stampa una macchina per ventilazione assistita: dal mondo della scuola un’esemplare lezione di cittadinanza attiva

Bernard Pivot, critico letterario francese, ha ironicamente definito il Covid-19 anticapitalista, ecologista, misantropo, puritano e, vogliamo aggiungere noi, riscopritore di quel forte senso di comunità e solidarietà che ha contrassegnato la nostra storia passata e che rischiava di affondare nel mare magnum dei nostri individualismi. Grandi della letteratura come Boccaccio nel «Decamerone», Manzoni ne «I Promessi Sposi» e Camus ne «La Peste» ci insegnano che le calamità, come quella che ci ha travolto e stravolto, fanno riaffiorare dalle pieghe più recondite della nostra quotidianità non solo gli egoismi e la vigliaccheria dei vari Griso ma anche quel forte spirito di fratellanza che ci lega. Così paradossalmente dal territorio della provincia di Brescia prostrata e in ginocchio sono nate iniziative di straordinaria generosità» A Breno in Valcamonica, provincia di Brescia, l’Istituto d’Istruzione Superiore «Tassara Ghislandi», che si era già distinto per aver ceduto all’ATS della Montagna i dispositivi di protezione individuali dei laboratori scolastici, è protagonista di un’altra bella storia. Mario, ex studente dell’ITIS «Tassara» di Breno, ora iscritto alla Facoltà di Ingegneria, venuto a conoscenza dell’appello di Isinnova per la realizzazione tramite stampa 3D di 500 valvole Charlotte per respiratori, chiede la possibilità di accedere al «laboratorio delle Idee» della scuola, un laboratorio attrezzato per la stampa 3D. Ci ha raccontato la dirigente, professoressa Roberta Pugliese: «Si era già nel periodo di chiusura degli edifici scolastici, giorni segnati dalla virulenza del Covid19 e dall’impressionante numero di vittime, quando una maschera per l’ossigeno poteva fare la differenza tra la vita e la morte. L’opportunità quindi di reagire allo sgomento producendo qualcosa di utile, è stata colta di slancio dalla comunità scolastica del «Tassara»: è stato subito reso disponibile il laboratorio dove, Salvatore B., insegnante esperto nella stampa 3D, ha affiancato Mario; altri docenti della scuola hanno prestato le loro stampanti; si è acquistata con urgenza una fornitura di filo PLA per far sì che le macchine, giorno e notte, producessero un centinaio di pezzi. Fin qui un momento intenso della vita di una scuola, ma la prospettiva cambia e si amplifica ad abbracciare tutta la Valcamonica quando due docenti e un genitore scrivono dell’iniziativa sui social: è allora che il rimbalzo dei post crea un’onda di calore e orgoglio che induce molti a offrire la loro stampante 3D alla scuola con l’obiettivo di arginare la carenza di valvole negli ospedali. In tre giorni al laboratorio affluiscono diverse altre stampanti e altre ancora vengono rifiutate perché non vi è più spazio. E’così che il messaggio di Mario è diventato quello di tutta una Valle e si è fatto «social» per davvero.

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