Istituto Comprensivo Stradella Stradella (PV) – Classe 3^C

I ragazzi di Terezin emblema della Shoah

Un’esperienza teatrale basata sulla drammatizzazione de «La repubblica delle farfalle» scritto da Matteo Corradini

Una esperienza sul palco indimenticabile per i protagonisti e per il pubblico. Lo scorso 1° febbraio nel Teatro Sociale di Stradella, con l’aiuto dei professori, le classi terza B e terza C della scuola secondaria di primo grado «A. Depretis» di Stradella hanno messo in scena, attraverso una lettura drammatizzata, il romanzo di Matteo Corradini «La repubblica delle farfalle». Matteo Corradini, ebraista che da anni si occupa della tragedia che ha colpito gli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ha dedicato il suo libro «La repubblica delle farfalle» alla storia dei ragazzi di Terezín e al loro giornale clandestino: «Vedem». Questo giornale rappresentava, per i ragazzi rinchiusi nel ghetto, quell’attimo non concesso di libertà, la volontà di scrivere e sentirsi vivi nonostante tutto, anche a dispetto delle guardie SS tedesche e della sofferenza che li circondava. Una Repubblica delle farfalle, appunto, «anche se a Terezin le farfalle non vengono a stare». Matteo Corradini, presente in sala, durante il discorso introduttivo allo spettacolo, ha spiegato ai ragazzi che non sarebbe stato possibile raccontare le storie di tutti i sei milioni di Ebrei morti nella Shoah, ha quindi fatto loro un esempio: se di una torta si mangia anche una sola briciola questa, non di meno, conserva il sapore dell’intero dolce. Il racconto dei ragazzi di Terezin, quindi, come emblema di tutte le esperienze dei deportati. La scena iniziale si apre con i ragazzi riuniti intorno ad un tavolo, alla luce di una lampadina, a voler ricreare quella redazione in cui i ragazzi si riunivano di nascosto per scrivere il loro giornale. Dietro allo spettacolo c’è stato molto lavoro e impegno e nessuno è stato escluso: alcuni hanno recitato, altri letto, altri ballato e suonato, insomma, ognuno ha avuto un ruolo preciso. Sul palco insieme ai ragazzi nel corso di tutta la serata c’erano le farfalle da loro disegnate e colorate, come simbolo di libertà. Negli attimi che precedevano l’esibizione, c’era chi ripassava quasi ossessivamente la propria parte, chi leggeva la scaletta, chi manteneva perfettamente il controllo, chi faceva esercizi di respirazione e chi sbirciava da uno spiraglio del sipario. C’era un unico modo di tenere a bada l’ansia: salire sul palco e recitare. Alla fine, il lavoro di mesi ha dato i suoi frutti, dopo che tutti hanno fatto la loro parte, tutti hanno applaudito e apprezzato lo spettacolo e ognuno è tornato a casa felice di ciò che aveva realizzato: ricordare, attraverso il libro di Matteo Corradini, tutte le vittime di una vicenda che ha segnato la storia. Inoltre i ragazzi attraverso questa meravigliosa esperienza hanno imparato il valore di ciò che potrebbe risultare ovvio agli occhi di molti, come avere una casa, i propri cari vicini o del cibo in tavola, aspetti che per i ragazzi di Terezìn erano un sogno lontano.

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