Istituto Comprensivo «Iqbal Masih» Pioltello (MI) – Classe 3^D

Mauthausen, cronaca di un viaggio mancato

Dalla gioia e dall’eccitazione della partenza all’incontro con il Covid-19 che ci ha privato della libertà e ci ha stravolto la vita

Tutto è cominciato il 21 febbraio 2020! Una data che l’Italia non dimenticherà facilmente e neanche noi, che per natura ed età, tendiamo a scordare le date importanti della storia. Per uno strano gioco del destino quel giorno avevamo terminato il percorso di preparazione al nostro viaggio di istruzione di terza media: destinazione campo di sterminio di Mauthausen, Austria. Si’! Eravamo così vicini alla partenza, mancavano solo 5 giorni! Quella mattina eravamo «gasatissimi». A scuola avevano organizzato un incontro con Nico Acampora, nostra guida in questo viaggio. Nico ci ha accolti con la solita disponibilità e ci ha fatto capire subito che avremmo realizzato una drammatizzazione della tragedia dei deportati durante il regima nazi-fascista. All’inizio la cosa ci ha inquietato; con la sua straordinaria capacità comunicativa, Nico ci ha fisicamente catapultati a Mauthausen, nel campo di sterminio in piena seconda guerra mondiale! Nico ha simulato con noi quanto avevano vissuto i deportati e la simulazione si è spinta talmente oltre che non avevamo più un nome, eravamo noi stessi deportati! E’ stata un’ esperienza davvero forte e significativa. Siamo usciti da questo incontro mattutino provati e sicuramente arricchiti di un bagaglio emotivo che andava a completare la nostra preparazione. Insomma eravamo prontissimi! In poche ore, però, il sogno si è infranto, è accaduto quello che nessuno avrebbe mai immaginato. Il Covid-19 è arrivato in Italia! Noi in un primo momento eravamo anche contenti perché credevamo che tutto si risolvesse con qualche settimana a casa da scuola e che questo viaggio sarebbe stato solo rimandato. Purtroppo la realtà è stata molto diversa e sebbene niente sia equiparabile alle sofferenze degli uomini che hanno vissuto l’esperienza dell’lager noi ci abbiamo visto un’analogia perchè per la prima volta siamo stati privati della nostra libertà. La nostra vita è stata stravolta, improvvisamente ha preso un’altra forma, certo non con i modi e la violenza che hanno subito i deportati durante le retate naziste, assolutamente no! Ma ci siamo sentiti orfani della nostra libertà della quale abbiamo sempre goduto e alla quale spesso non abbiamo dato il giusto rispetto. Appena ci siamo resi conto di quanto stava succedendo, ovviamente la rabbia per la gita mancata, è diventata secondaria. Oggi speriamo di poter uscire da questa crisi e di poter semplicemente tornare sui banchi di scuola, a giocare a calcio, magari anche a fidanzarci, insomma vorremmo solo vivere una vita normale! Ma nonostante ci siano chiare quali siano le priorità in questo momento storico, nei nostri cuori di ragazzi di 14 anni, risuona chiaro il profondo dispiacere di aver perso un’opportunità. L’opportunità di confrontarsi con un pezzo di storia, di appoggiare il nostre mani sui muri di quel campo e sentire respirare le anime di chi è stato così brutalmente strappato alla vita.

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