Scuola primaria «P. Ravasio» Grumello Del Monte (BG) – Classe 4^D

I ragazzi sentono la mancanza della scuola

Nei mesi di chiusura forzata gli alunni hanno ripensato alle attività didattiche che li hanno maggiormente coinvolti e legati

Mai come nei momenti di assenza si riescono a valorizzare anche i minimi particolari di esperienze passate. E così, in questi giorni di chiusura forzata della scuola, di «vacanza non vacanza», dei ragazzi che da 4 anni stanno condividendo un cammino di crescita comune hanno ripensato a ciò che più li ha legati. Per la stesura dell’articolo, l’idea era di parlare dei progetti sperimentati insieme. Di comune accordo i ragazzi hanno deciso di rimanere sul tema, comunicando le idee per e-mail alla maestra, ma la prospettiva con cui hanno guardato i progetti del passato e quelli ormai svaniti in questi mesi, è stata completamente diversa. Sì, perché ora si capisce molto meglio come gite, progetti, laboratori, lezioni particolari, «nutrissero» davvero, facessero crescere e migliorare tutti e ciascuno in modo speciale. Per prima cosa, per sentirsi più uniti, tutti hanno preparato un bellissimo cartello con lo slogan: «Andrà tutto bene»!. Poi si sono calati nei ricordi perché quelli, in assenza del calore fisico di un abbraccio, di una stretta di mano e perché no, di una sonora (ma sempre affettuosa!) sgridata, sì, i sogni e i ricordi sanno dare calore, tanto calore, anche a distanza. E allora ecco scaturire il primo, quello dell’ultima iniziativa vissuta insieme; è Denis che ce lo narra: «A me è piaciuto molto lo spettacolo “Dov’è finito il Natale ” dove si ballava, si recitava e si cantava con allegria: parlava di valori. Pensando a quello che sta succedendo in questi giorni a casa da scuola, con tutte le televisioni che parlano di ammalati e di nonni che «vanno in cielo», di scuole chiuse, niente oratorio, niente giochi con gli amici, niente sport mi viene in mente un valore importante della recita: Riaccendere la speranza. Ecco, non deve mai mancare la speranza!!». Sara aggiunge in perfetto tono giornalistico: «I ragazzi sono stati preparati da Lisa e sono stati accompagnati dai brani eseguiti dal Corpo musicale diretto dal maestro Guido presso il Palafeste del paese, gremito all’inverosimile.» Davide, sentendo parlare di spettacoli, interviene subito: «Uno dei progetti che porterò sempre nel cuore è stato il musical dello scorso anno: un lungo viaggio per il Mondo per conoscere usanze e costumi.» Chiara vuole precisare meglio: «Alberto e Klea, i viaggiatori, recitavano in inglese; tutti gli altri hanno ballato sulla musica del “Sirtaki”. I costumi greci sono stati realizzati dalle mamme; una tunica bianca fermata in vita da una cintura dorata, ci rendeva “divini”!» Gabriele interviene: «L’attività che più mi è piaciuta è stata il laboratorio di arte per imparare l’autoritratto. Il lavoro su Picasso è stato super!» Anche Vanessa la pensa come lui: «Questo progetto mi ha resa soddisfatta di me stessa: sono riuscita per la prima volta nella mia vita a fare il mio ritratto!» Si potrebbe continuare a lungo così! Sono state tante le iniziative che hanno dato valore e colore alla «normale» quotidianità scolastica di questi e di molti altri ragazzi.

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