Istituto Comprensivo Via dei Salici Legnano (MI) – Laboratorio 3^B – 3^C

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Lezione emozionante da ripetere ogni anno

Il multilinguismo è un ottimo strumento che rispetta le diversità e consente il mantenimento della propria lingua natale

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A scuola si è svolta un’attività che ha coinvolto direttamente noi alunni. Innanzitutto con la professoressa di arte abbiamo realizzato un bel cartellone, formato da lunghe e spesse strisce di cartoncino colorato intrecciate tra loro. Su ognuna di esse erano scritte in vari colori e in varie lingue le frasi «La mia lingua vale» e «La mia lingua è bella» . Poi, proprio il 21 febbraio, due dei nostri compagni, Kelvin e Leonardo, da poco arrivati dall’Ecuador, ci hanno parlato del loro Paese. Oltre alle informazioni più importanti, ci hanno raccontato molti particolari interessanti e delle curiosità, come per esempio che l’ Ecuador si chiama così perché è attraversato dalla linea dell’ Equatore, che è fisicamente rappresentata sul terreno. Ma la lingua madre era l’ argomento a cui prestare più attenzione. Innanzitutto ci hanno detto che, pur parlando entrambi lo spagnolo, hanno un accento diverso perché non provengono dalla medesima zona. Inoltre ci hanno rivelato che c’è una lingua madre ancor più antica, in cui tutti si possono riconoscere perché è la lingua dei popoli nativi andini americani: il kichwa. Ci hanno spiegato dove fosse diffusa, la sua natura spirituale, il forte richiamo alla storia di un popolo. Ci siamo anche divertiti, cercando di pronunciare ed usare queste strane parole, inserendole in un cruciverba. È stato un momento in cui abbiamo riso molto. Però abbiamo anche pensato. Tutti noi all’interno dell’aula eravamo coinvolti dalla diversità, che per alcuni è qualcosa di negativo, un pretesto per scatenare guerre e discriminazioni. In quel momento per noi era qualcosa di prezioso e un mezzo di divertimento. È utile Come diceva Picasso: “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere”. La vita di tutti i giorni ci insegna come la diversità sia un valore aggiunto. Se tutti fossimo uguali non conosceremmo idee diverse dalle nostre o non conosceremmo la bontà di piatti provenienti da altri luoghi nel mondo. Possiamo arricchirci e apprendere continuamente nuove cose. Tante volte sentiamo insegnanti che suggeriscono alle famiglie di origine straniera di parlare solo italiano a casa, ma i ragazzi devono parlare la propria lingua madre, che è la lingua del cuore e anche se l’ Italia è il loro nuovo Paese, non dovranno mai dimenticare le loro radici. Il multilinguismo è un ottimo strumento di rispetto della diversità e si può praticare anche con il mantenimento della lingua madre. Così il bambino che vive in un Paese diverso da quello di origine avrà già una doppia conoscenza: la sua lingua madre, parlata in famiglia, e la lingua del posto, parlata con gli amici e imparata a scuola. Questa lezione è stata davvero utile e ci ha dato delle conoscenze importanti ( alcuni di noi le useranno anche per gli esami) e probabilmente ha anche aiutato i ragazzi stranieri ad esporre in italiano qualcosa di significativo per loro stessi, mentre spesso devono imparare fatti “ stranieri” con una lingua “straniera”.

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