Istituto Comprensivo «Iqbal Masih» Pioltello – Classe 3^C

La memoria del bene educa alla responsabilità

I «Giusti» sono persone normalissime che hanno deciso di salvare una vita umana rischiando la propria senza alcun profitto

Quest’anno a scuola abbiamo affrontato il tema dei «Giusti». Prima di scoprire le loro biografie abbiamo cercato di comprendere il significato del termine «Giusti» e di capire il motivo per cui alcuni uomini sono stati definiti con questo appellativo. Il termine «Giusto» è tratto dal passo del Talmud che afferma chi salva una vita salva il mondo intero ed è stato applicato per la prima volta in Israele in riferimento a coloro che hanno salvato gli ebrei durante la persecuzione nazista e poi ripreso per ricordare tutti coloro che nel mondo hanno cercato o cercano di impedire il crimine di genocidio, di difendere i diritti dell’uomo nelle situazioni estreme o che si battono per salvaguardare la verità e la memoria contro i ricorrenti tentativi di negare la realtà delle persecuzioni. «Gariwo», acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, è una onlus, presieduta da Gabriele Nissim che opera a Milano dal 1999 per far conoscere i «Giusti». Lungo il nostro percorso abbiamo compreso che il Giusto è una persona normalissima che ha deciso di salvare una vita umana, rischiando la propria, senza ricavarne alcun tipo di profitto. Abbiamo approfondito biografie di «Giusti» della Shoah, della mafia, dei vari genocidi del passato e del presente, individuando il luogo e il periodo storico in cui hanno vissuto, come hanno agito e in che contesto. Lo studio delle biografie è stato un modo semplice per conoscere fatti drammatici della storia mondiale, per riflettere sul tema dei diritti umani e su figure di uomini e donne che nel mondo hanno lottato e lottano in difesa della dignità umana, rappresentando un esempio positivo e di speranza. Tra le varie biografie ci ha colpito molto quella di Vito Fiorino, un «Giusto» ancora in vita che sentiamo molto vicino al nostro vissuto di figli di immigrati. Vito è il falegname di Sesto San Giovanni che nel 2013 ha salvato 47 vite umane, strappandole a morte certa, durante una delle terribili tragedie del nostro mare, a Lampedusa. Attraverso le azioni di uomini come Vito abbiamo compreso che i «Giusti» sono la riprova che ogni essere umano può assumersi una responsabilità personale per difendere i più deboli e opporsi alle derive antidemocratiche e repressive. «Giusti» potremmo essere anche noi perché essi non sono né santi né eroi ma persone normali che hanno sacrificato la loro vita per aiutare il prossimo. Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di conoscere e intervistare Gabriele Nissim e insieme a lui, emozionati ma orgogliosi di esserci, hanno ragionato sull’importanza della storia e della memoria storica, sul valore dei giardini e sulla necessità di considerarli non semplici monumenti ma luoghi vivi di memoria che aiutano a ricordare, attraverso gli alberi dedicati ai Giusti, l’importanza di fare del bene. Attraverso le biografie dei Giusti siamo riusciti a fare storia in modo diverso, in un modo meno rigido e più vicino a noi ragazzi; abbiamo scoperto che la storia non è tutta e solo nei libri e può essere un’esperienza formativa intensa.

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