Istituto Comprensivo «Breda» Sesto San Giovanni – Classe 3^B

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L’inquinamento luminoso, un danno per tutti

L’alterazione ambientale causa la sparizione di specie animali fra cui uccelli migratori, tartarughe marine e falene notturne

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L’inquinamento luminoso è l’introduzione diretta o indiretta di luce artificiale nell’ambiente ed è una delle forme più diffuse di alterazione ambientale. Quest’alterazione può creare danni ambientali, culturali, scientifici ed economici. Per questo problema ogni anno si celebra una giornata di riflessione su questo problema mondiale, la prima fu il 28 febbraio 1991. I problemi ambientali possono essere la perdita di specie animali tra cui uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne e chirotteri. L’inquinamento luminoso non può essere dannoso solo per gli animali ma anche per l’uomo perché limita la produzione di melatonina che può avvenire anche con bassissimi livelli di luce. Il danno culturale principale è dovuto alla sparizione del cielo stellato dai paesi più inquinati, cielo stellato che è stato da sempre fonte di ispirazione per la religione, la filosofia, la scienza e la cultura. Fra le scienze un danno può essere riportato sull’astronomia, la troppa luce non permetterebbe il corretto funzionamento dei telescopi ottici. Il danno economico è dovuto allo spreco di energia elettrica usata inutilmente per illuminare zone cui non servirebbe luce, aumentando così lo spreco; proprio per questo uno degli argomenti più centrati sull’inquinamento della luce è il risparmio energetico. La tassa della luce annuale raggiunge i miliardi di euro, escludendo riparazioni agli apparecchi, cambio di lampadine e installazione di nuovi impianti. La luce si espande per centinaia di chilometri dalla sua sorgente danneggiando in questo modo i paesaggi notturni, anche nelle aree protette, come i parchi nazionali. Un esempio su tutti: è possibile vedere le cupole luminose di Las Vegas e Los Angeles perfino dal parco nazionale della Valle della Morte. La causa principale dell’inquinamento luminoso è data dalle emissioni di impianti di illuminazione esterna non a norma, ovvero quegli impianti che non emettono solamente la luce funzionale alla visione notturna, ma ne disperdono una buona parte in altre direzioni. Le lampade a LED si stanno ampiamente diffondendo, in particolare nel settore dell’illuminazione pubblica, grazie ai loro bassi consumi. Proprio i led sembrerebbero giocare un ruolo importante nel livello di inquinamento luminoso nella parte blu dello spettro. Questo è legato al fatto che utilizzano luce con forti componenti bianco-blu che viene diffusa molto di più dalle molecole dell’atmosfera rispetto alla luce con una componente prevalente verso il giallo, come quella dei sistemi di illuminazione al sodio alta pressione. Il fenomeno determina un aumento del livello di inquinamento luminoso in prossimità dalle sorgenti, fino ad alcune decine di chilometri, mentre lo riduce lontano dato che la luce blu si è già diffusa. I paesi con le popolazioni meno colpite da inquinamento luminoso sono il Ciad, Repubblica Centrafricana e il Madagascar. I paesi e territori con le più alte aree non colpite da inquinamento luminoso sono la Groenlandia, la Repubblica Centrafricana, la Somalia e la Mauritania

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