I.C. 2 «Damiani» – Primaria di Campovico Morbegno (Sondrio) – Classe 5^

La generosità nascosta «al di là del ponte»

Una storia d’amore e di solidarietà umana in un periodo storico triste e soffocato dall’odio razziale e dall’indifferenza

Questo è il racconto di una famiglia ebrea, la famiglia Zimet: mamma Rosalia, papà Filippo e la piccola Regina. Tutti e tre vivono felici in Germania, a Lipsia, quando nel 1938 sono costretti ad abbandonare la loro città per fuggire alle persecuzioni razziali. È l’inizio di una fuga verso la Svizzera durata sei anni che porta la famiglia in varie località: a Milano, a Bengasi in Libia, a Napoli, nel campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, in Calabria, a Serina, un paese della provincia di Bergamo e infine a S.Bello, piccola frazione della Costiera dei Cech, in Valtellina.. A S. Bello, Regina e i suoi genitori sono coraggiosamente accolti e nascosti nella casa di una povera famiglia del luogo, la famiglia Della Nave e rimangono con loro in attesa di poter ripartire per la Svizzera. Giovanni e Mariangela Della Nave insieme ai loro quattro figli, si offrono di ospitare i profughi rischiando le loro vite per salvare quelle di Regina e dei suoi genitori, colpevoli solo di essere ebrei. I giorni passano e diventano mesi … ben sedici! La bambina li trascorre con loro e confida al suo diario le paure, le speranze, le gioie, le incertezze che l’accompagnano. Dal 30 dicembre 1943 al 25 aprile 1945 due famiglie di nazionalità, lingua, religione, stato sociale diversi, convivono sotto lo stesso tetto e condividono ogni attimo della loro vita; una vita difficile, pericolosa, povera ma ricca di speranza e del bene più grande: l’amore per gli altri, chiunque essi siano. Al termine della guerra, quando ormai il pericolo è scampato, Regina e i suoi genitori riacquistano la loro libertà e si trasferiscono in Israele; non dimenticano però il bene ricevuto! Ogni anno tornano periodicamente a S.Bello per incontrare coloro ai quali devono la vita. Molti anni più tardi Regina accetta di rendere pubblico il suo diario che diventa ispirazione per un libro intitolato: «Al di là del ponte» (il ponte citato è il ponte di Ganda che si trova a Morbegno). Il tempo trascorre, i protagonisti di questa storia muoiono ma non il loro ricordo: i nomi di Giovanni e Mariangela Della Nave sono scolpiti sul muro della «collina del ricordo», a Gerusalemme, insieme a quelli di tanti altri «Giusti fra le nazioni»( sono così chiamate le persone non ebree che hanno agito in modo eroico, a rischio della propria vita e senza interesse personale, per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah). Anche il Comune di Morbegno, il 25 aprile 2010, ha voluto riconoscere il merito di Giovanni e Mariangela e, in loro ricordo, ha intitolato una via nella frazione di Campovico. Da allora, chiunque attraversa questa via non può fare a meno di ricordare questa storia umile, semplice; la storia di un amore generoso e coraggioso che non si è fatto intimorire dall’odio ma lo ha affrontato … e lo ha vinto!

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