Istituto Comprensivo «Vanini» Ardenno – Classe 3^C

Allarme rosso per l’habitat montano in Valle

Gli studenti hanno toccato con mano i danni causati dal cambiamento climatico e ora vogliono salvare i loro boschi

Quante volte si è sentito parlare di riscaldamento globale Un sacco di volte. E, infatti, le conseguenze del fenomeno stanno diventando sempre più evidenti, dimostrando che ci si trova di fronte ad un vero e proprio problema, troppo spesso sottovalutato. La «Mostra documentale sul cambiamento climatico in Valtellina», curata dalla Società Economica Valtellinese e presentata al pubblico dal Comune di Valmasino, ha consentito a tutti gli studenti di Ardenno di toccare con mano la gravità del fenomeno. le immagini e le foto scattate nell’arco degli anni di ghiacciai come il «Disgrazia» e il« Forni» evidenziano il rapido scioglimento degli stessi. Le didascalie e le spiegazioni della guida, l’ingegner Benedetto Abbiati, non sono certo confortanti, visto che raccontano anche di alcune specie di animali che rischiano l’estinzione, come l’ermellino, la lepre bianca e la pernice bianca, a causa del ritardo delle nevicate autunnali e il conseguente effetto mismatch. Si tratta di una sorta di sfasatura tra i cicli di vita di specie connesse tra di loro, come nel caso predatore-preda: la lepre bianca, ad esempio, è maggiormente esposta al rischio di predazione a seguito del cambio di livrea in un momento dell’anno in cui oggigiorno non nevica più. Attraverso la mostra si è potuto comprendere pertanto che i danni causati dal global warming non si limitano allo scioglimento dei ghiacci e al conseguente innalzamento dei mari. Flora e fauna ne risentono tantissimo tant’è che si sta assistendo a cambiamenti nella fase migratoria degli uccelli e in quella riproduttiva di molti animali. Secondo gli studi scientifici, l’aumento delle temperature per via dell’elevata emissione di gas come l’anidride carbonica, il metano e gli ossidi di azoto, interessa soprattutto l’ambiente alpino, in quanto nelle Alpi la velocità del riscaldamento risulta quasi tre volte superiore a quella che riguarda il globo. Lo testimonia una ricerca da parte della Fondazione Fojanini secondo la quale la città di Sondrio ha avuto un innalzamento delle temperature medie annuali superiore ai 2.1° C, se si confrontano i settenni 2010-2016 e 1973-1979. Si assiste ad un progressivo movimento di numerose specie animali e vegetali, che tendono a salire verso le alte quote, ma nel contempo si assiste anche alla “sofferenza” di specie che ormai si sono adattate alle medesime alte quote e che non possono spostarsi più in alto, rischiando pertanto di estinguersi. La montagna sembra che stia pagando un alto prezzo a causa dell’intervento poco cauto dell’uomo, che a sua volta pare non rendersi conto che a breve sarà egli stesso a subirne le drastiche conseguenze. Basti pensare al già delicato sistema idrogeologico della Valle, territorio che da numerosi anni a questa parte patisce importanti eventi calamitosi. Tra le ragioni rientrano anche i mutamenti climatici, che determinano eventi piovosi estremi che scatenano frane e alluvioni.

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