I.C. «Pertini» – Primaria «Marco Polo» Busto Arsizio – Classe 5^A

I diritti dei bambini nelle storie di Leo

Un affascinante incontro in biblioteca con Antonio Ferrara, autore e illustratore di numerosi libri per ragazzi

Gli alunni della classe quinta A della scuola «Marco Polo» di Busto Arsizio hanno vissuto una fantastica esperienza nella biblioteca comunale: l’ incontro con Antonio Ferrara, autore e illustratore di numerosi libri per ragazzi. E’ un bel signore alto, distinto e molto simpatico: ha i capelli ricci e grigi come la barba, gli occhiali neri e rotondi sugli occhi vivaci; è molto sportivo ed informale. La grande sala di lettura è stato il luogo dove ha accolto i ragazzi raccontando curiosità sui suoi libri, in particolare «Diritti al cuore». Il libro introduce al tema dei diritti dei bambini (come il diritto al tempo libero e al gioco, alla privacy, all’istruzione, alle cure mediche, a stare con i propri genitori, a non essere maltrattati, a non partecipare alla guerra…) raccontando le avventure di Leo, un bambino come tanti, dalla vita apparentemente normale e dai diritti rispettati. Lo scrittore ha letto il primo capitolo, con molta enfasi: nella classe di Leo tutti i bambini, tranne uno, avevano i pidocchi e quel bambino si sentiva diverso! Per fortuna il giorno dopo i pidocchi sono andati anche sulla sua testa perché i pidocchi non fanno differenze e vanno da tutti! E’ così, semplicemente ma in modo allegro, che Antonio Ferrara ha spiegato il diritto all’uguaglianza. Lo scrittore è riuscito ad esplorare diritti che ai più non sarebbero venuti in mente ma che, per un bambino di oggi, sono invece delicati e importanti. Nel libro ci sono delle bellissime illustrazioni fatte dall’autore: alcune però sembrano non finite perché tocca all’immaginazione del lettore completarle. L’incontro è stata l’occasione per riflettere sulla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata nel 1989, che riconosce per la prima volta che anche i bambini godono di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991. Nel 1989 il mondo, attraverso la Convenzione, ha fatto una promessa ai bambini: che avrebbe fatto tutto il possibile per proteggere e promuovere i loro diritti, per consentire loro di crescere e di esprimere il loro pieno potenziale. Eppure nel mondo sono molte le situazioni in cui questi diritti non vengono rispettati, proprio come si legge nell’ottavo capitolo: «Io non ho detto niente, invece, perché mi sono immaginato al posto loro, al posto di quei bambini, soli, scappato dalle bombe e da quelli che mi volevano uccidere, e ho pensato che avevo visto tanti morti, tanti morti, e che pure i miei genitori forse erano morti, e pure i miei fratelli. E allora non ho detto niente, proprio niente, ché nella bocca mi si sono seccate tutte le parole». Il sogno degli alunni della «Marco Polo» è che sempre più bambini possano godere dei diritti dell’infanzia (anche perché, per esempio, nei giorni di sospensione delle lezioni, si sono resi conto di quanto sia importante l’istruzione) e che « … se uno il mondo lo fa giusto per un bambino, lo fa giusto per tutti».

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