Campionato di Giornalismo il Giorno

Un americano sull’Adda: il mais

IL MAIS, uno dei protagonisti dell’Expo 2015 di Milano, è un autentico pezzo della storia locale. Da ormai quattro secoli è l’ingrediente base della tavola bergamasca e la coltura principale del nostro territorio farese, a vocazione prettamente agricola. L’ «oro delle Orobie», ha una storia iniziata da lontano. Il mahiz è infatti sbarcato nel nostro continente dall’America nel XV secolo.
I suoi biondi chicchi provengono esattamente dall’America centro- meridionale, dove rappresentavano l’ingrediente base della cucina azteca.
NEL TERRITORIO bergamasco è arrivato, come è documentato dal CRA-MAC (Unità di ricerca di maiscoltura, con sede in provincia di Bergamo) a partire dal 1620, sostituendosi alla coltivazione di farro, orzo, sorgo e altri cereali. Il motivo del successo: facilità della sua coltivazione e alta produttività. La sua farina profumata e giallo-oro, unita all’acqua, ha dato vita alla puls o polenta, il piatto dei poveri, un sapore rustico che non ci ha mai abbandonato. Oggi la nostra campagna è una distesa di granoturco dalla mezza estate sino all’autunno inoltrato. Oramai abbiamo «fatto l’occhio» al suo ciclo vegetativo che veste i campi di verde-arancio e poi marrone-giallo: la semina verso aprile, la crescita e la maturazione estiva, la raccolta e la spannocchiatura a fine settembre- inizi ottobre. Il periodo più bello è quando, durante la fioritura, raggiunge un’altezza di 2-3 m: che spettacolo muoverci negli spazi verdi ai bordi di Fara! A raccolto avvenuto l’essicazione viene poi fatta con metodi naturali (sole ed aria), oppure in appositi macchinari, gli essiccatori (mobili o fissi). Diversificata è la sua destinazione.
PER L’ALIMENTAZIONE umana subisce la trasformazione industriale per l’estrazione di amido e olio, la fermentazione per produrre distillati e bevande e la macinazione per produrre farina
da forno e cucina. Inoltre il mais costituisce la base dell’alimentazione di molte specie animali (vitelli, maiali, polli…), grazie al suo elevato valore nutritivo e alla coltivazione “facile”. Soprattutto questa è la finalità del nostro territorio farese, su cui vi è la presenza di tante aziende agricole, di modeste dimensioni (5-10 ha) legate alla produzione foraggiero-zootecnica (allevamento bovini da latte) a conduzione famigliare. La vocazione agricola del nostro paese ha permesso la conservazione di un paesaggio rurale genuino e tutelato. Un’altra importante destinazione riguarda la produzione di energia. Sul nostro territorio si utilizza il granoturco per la produzione di etanolo tramite la naturale fermentazione. L’etanolo prodotto, pur commestibile, viene utilizzato per l produzione di biocarburanti. Il mais è un combustibile molto apprezzato con un potere calorifero molto elevato. Può essere utilizzato direttamente e senza alcun trattamento per il riscaldamento
domestico in stufe appositamente predisposte. L’amido di mais viene usato anche per produrre materie plastiche biodegradabili.

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