Campionato di Giornalismo il Giorno

Tema proposto da Autostradafacendo

Giovani: istruzioni per l’uso – la sicurezza stradale come pericolo n° 1

Una maggiore cultura ed attenzione ai comportamenti da parte dei ragazzi può evitare incidenti e salvare loro la vita. Giovani attenti ed informati sarebbero sicuramente dei leader nel garantire la propria e l’altrui sicurezza. I ragazzi sono a rischio, bisogna che lo sappiano e che si comportino di conseguenza:

- gli incidenti stradali sono la prima causa di morte dei giovani;

- secondo le statistiche, i ragazzi muoiono più delle persone mature per incidenti stradali;

- la gran parte degli incidenti sono legati al comportamento su strada;

- autostradafacendo.it è una campagna basata sul fumetto e quindi adatta ai più giovani.

 

Spunti per la vostra pagina

Nella vita di tutti i giorni attraversiamo la strada. Nella vita di tutti i giorni guidiamo la bicicletta, il motorino o la macchina. Sappiamo che è pericoloso, ma sappiamo pure che è un rischio inevitabile. Sappiamo che l’auto è più comoda, sappiamo che il motorino è più veloce in città, vediamo gli altri guidare e sappiamo che è un rischio che possiamo accettare e quindi … lo accettiamo e non ci pensiamo più.

Ed è proprio a questo punto che possiamo fare quell’errore che ci può costare assai caro. Secondo le statistiche del 2012, solo in Italia, 211.404 incidenti stradali hanno causato 4.090 morti e 302.735 feriti.

Sentite un po’ che ci dice Oscar Wilde: “L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione”. Questo ammaestramento lo potremmo anche trarre da ciascuno dei 302.735 feriti del 2012 o magari anche da quelli dell’anno prima. Ma tu, lo sai quante sono 302.735 persone? Hai mai provato a contare fino a 302.735?

Ma chi sono poi queste persone? Secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’utilizzo dell’auto in Europa comporta viaggi più brevi di 3 km in oltre il 30% dei casi. Più brevi di 5 km per oltre il 50% dei casi. Quindi … le vittime della strada siamo noi, quando andiamo a scuola. Siamo noi quando andiamo in discoteca, al parco o in ufficio. Non ci credi? Dei 4.090 morti dell’anno scorso, 376 riguardano le autostrade, tutti gli altri sono in città e nella viabilità ordinaria.

Poi c’è il modo di trasporto, se ci limitiamo ai guidatori quasi la metà degli incidenti mortali hanno interessato cicli e motocicli. C’è da pensare. Un po’ di anni fa le statistiche europee contemplavano anche una stima del rischio dei diversi modi di trasporto. Ad esempio dal bollettino del 2000 si poteva vedere che a parità di distanza percorsa, la mortalità di chi viaggiava in moto risultava quasi 10 volte più elevata di un corrispondente viaggio in auto e 140 volte più elevata di un viaggio in autobus di pari lunghezza. Facciamo un po’ di fantascienza. Facciamo finta che le moto vengano inventate domani. A fronte di questi dati e se questo non fosse ormai un modo consolidato ed economico di trasporto per milioni, anzi miliardi di persone, quale sarebbe mai il Governo al Mondo che potrebbe omologare per il trasporto, veicoli che presentano tali caratteristiche di sicurezza? E sarebbe poi razionale sceglierlo come modo di trasporto privilegiato per i più giovani ed inesperti alla guida?

E già. Ma i giovani? Che dire poi dei più giovani? Secondo le statistiche europee nel 2008 sono morti 5.022 ragazzi europei tra i 15 ed i 24 anni per incidenti stradali, quindi il 13.6% del totale. Una superficiale lettura di queste cifre potrebbe indurci a ritenere che il fenomeno della morte dei giovani sia tutto sommato sotto controllo, ma non è così. I giovani sono il gruppo sociale più esposto al rischio. Inoltre, dobbiamo considerare che, dal punto di vista sanitario, in queste età non si dovrebbe morire, se non eccezionalmente: questi 5.022 morti rappresentano un onere pesantissimo per la nostra società, a prescindere, chiaramente, dal dolore che la perdita anche di una sola vita comporta. L’insicurezza sulle strade si riverbera in modo sproporzionato verso i giovani, per cui la strada è la prima causa di morte.

Questa disparità del rischio per i giovani è un indicatore di quanto il comportamento che nei giovani, è naturalmente esuberante, possa incidere negativamente. Le statistiche attestano il fattore umano (imprudenza, distrazione, sonno, ecc.) ad oltre il 90% dei casi come causa o concausa di un incidente. L’insicurezza stradale non è un castigo di Dio: è una nostra scelta quotidiana. E’ la tua scelta quotidiana. Giovani attenti ed informati sarebbero sicuramente dei leader nel garantire la propria e l’altrui sicurezza. Bisogna informarli: aiutaci con il tuo articolo!