Campionato di Giornalismo il Giorno

Piccoli futuri fumatori crescono

NONOSTANTE l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia definito il fumo come «la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea» e la seconda causa di morte nel mondo con 4-5 milioni di morti da malattie correlate ad esso, tuttavia, nel nostro Paese si continua a fumare! Ed è allarmante la crescita della percentuale di fumatori tra i preadolescenti e gli adolescenti. Per
un ragazzo è facilissimo «accedere « alle sigarette, al di là delle «regole » e dell’opportunità.
COME È NOTO, sono numerose le patologie causate dal fumo: malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori al cavo orale e ai polmoni e numerosi altri effetti collaterali. Il rischio di mortalità per
tumore al polmone è sconcertante, senza contare che il fumo “rovina” la pelle, le unghie, i denti, la voce. In Italia la percentuale di fumatori sotto i 18 anni si attesta intorno al 30% e, se in passato esistevano differenze significative tra maschi e femmine, oggi non ve ne sono più. L’età media della prima sigaretta corrisponde a 14 anni, ma numerosi ragazzi cominciano molto prima. In particolare, in Lombardia, più del 10% dei preadolescenti comincia a fumare a 12 anni! Se fumare è dannoso alla salute - come si sa - la gravità del fumo a 12-14 anni spesso è, purtroppo, ignorata.
Ad esempio, il rischio di contrarre malattie come tumori o infarti dipende dagli anni di fumo accumulati e non - come alcuni pensano - dalla «potenza» della sigaretta.
LA MAGGIOR PARTE degli adolescenti crede che fumare occasionalmente non causerà loro dipendenza e anche se diventeranno fumatori regolari, possono comunque cessare quando vogliono.
In realtà non è così! Quanto prima un ragazzo comincia a fumare, maggiore è la probabilità di diventare dipendente dalla nicotina. Infatti, quasi 9 fumatori abituali su 10 hanno provato la prima
sigaretta prima di raggiungere i 18 anni e 3 adolescenti fumatori su 4 non sono in grado, pur provandoci, di smettere. In sostanza, gli adolescenti possono diventare dipendenti anche con il fumo «intermittente » e con livelli relativamente bassi di fumo. E pare che la vulnerabilità alla dipendenza sia più marcata nelle ragazze. Sono gli amici a spingere un adolescente a fumare perché il fumo può rappresentare un requisito per essere accettati da un gruppo di coetanei. C’è anche chi, purtroppo, impara a fumare dai genitori. Spesso uno comincia anche solo per «provare». Il problema è che, dopo aver provato, oltre il 70% di chi ha fumato la prima sigaretta continua a farlo, per piacere o per vizio. Non si può ignorare il «mercato» del fumo, le multinazionali del tabacco che promuovono strategie di marketing le quali, in modo a volte subdolo, promuovono messaggi volti alla diffusione del consumo delle sigarette. In certi casi, per così dire, sollecitano il desiderio di sigarette da parte di preadolescenti e adolescenti. Basta che un cantante famoso, un idolo dello sport o anche una modella si facciano fotografare con la sigaretta e… piccoli fumatori crescono!

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