Campionato di Giornalismo il Giorno

Shock in Nigeria: bimbe bombe

 

 

IL 10 GENNAIO SCORSO, in  Nigeria, una bambina è stata imbottita di esplosivi, ed è stata fatta esplodere con un telecomando a distanza in un mercato. La cintura di bombe, legata in vita e coperta dal chador, le è scoppiata addosso e oltre a fare a pezzi la piccola, ha fatto decine di vittime innocenti.
SI SUPPONE che i terroristi abbiano comprato questa bambina dai suoi genitori per pochi spiccioli. Poi che si siano comportati come padri o fratelli per guadagnarsi la sua fiducia e mandarla al mercato. Si pensa che le abbiano messo alla vita dei grossi cinturoni pieni di esplosivo, dicendole che servivano per proteggerla, ma l’hanno mandata a morire e ad uccidere. Della bambina sono rimasti solo i suoi desideri e i sogni di diventare grande. Questo testimonia che i piccoli vengono manovrati come robot, agiscono senza rendersi conto realmente di quello che fanno.
Questi terroristi fanno il lavaggio del cervello a questi innocenti indifesi e alle loro famiglie bisognose, li istruiscono ad eseguire queste azioni brutali illudendoli che, morendo per il loro Dio, andranno in un posto migliore e saranno delle “eroine” o “illuminati” vicini ad Allah. In questi ultimi mesi un’ondata di violenza sta sconvolgendo l’Africa Nord-Occidentale, c’è una strage di bambini manovrati per il male. In Internet gira il video di un bambino di circa 10 anni con in mano una pistola e spara a degli uomini, subito dopo si mostra molto contento di averlo fatto! Dice
di voler diventare un grande capo mujaheddin. Duecento studentesse sono state rapite nel mese di settembre dal Chibok, un gruppo che vieta l’educazione occidentale e si presume che verranno torturate o uccise. C’è da stare in allerta anche in Italia perché terroristi fondamentalisti islamici sono stati trovati a Milano e a Roma, e la nostra capitale è da sempre nel mirino del terrorismo. Gli integralisti nigeriani vogliono imporre il loro potere su tutto il mondo e sottomettere o uccidere quelli che vogliono vivere “all’occidentale”, soprattutto le bambine e le donne. Per questo motivo in questo paese c’è la guerra e la gente sta a guardare e non interviene come dovrebbe. Questi bambine e bambini, adesso dovrebbero studiare, stare a scuola maneggiare libri e quaderni, invece si ritrovano con in mano armi e, illusi da falsi paradisi, sparano alla gente e muoiono. Perdono così il loro futuro e quello della loro Nazione. Una ragazzina pakistana ha combattuto ed ha rischiato la vita per far conoscere e voler rispettati i diritti dei bambini, specialmente il diritto all’istruzione per le bambine, il suo nome è Malala, Malala Yusaszai. L’esempio di questa ragazza, vincitrice
del premio Nobel per la pace nel 2014, che per difendere il diritto di ricevere un’istruzione è stata vittima di un grave attentato, deve essere monito per il mondo intero. Malala dal letto dell’ospedale ha continuato a ribadire che le nostre armi contro la violenza e la guerra sono due semplici oggetti: un foglio e una matita.

 

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