Campionato di Giornalismo il Giorno

IC CURIEL Paullo (MI) CLASSE 3D

Identità tra realtà e virtuale

Il sexting può essere un gioco, una trappola o una bomba

 

CHI SIAMO? Ciò che appariamo sui social? Cerchiamo conferme e popolarità attraverso like, e sembra che non abbiamo più l'idea che il corpo vada rispettato e protetto. I giovani, e spesso anche gli adulti, utilizzano i social per essere notati e apprezzati da chi li vede. Ci sembra di ricevere attenzioni, di essere al centro del mondo e di essere coccolati dalle faccine e dai commenti positivi che riceviamo. Sempre lì, con quel cellulare in mano a vedere quanti ci hanno visualizzato. Il virtuale diventa la nostra realtà.

CI COSTRUIAMO una nostra identità digitale che diventa più importante della nostra identità personale. Anche se non ne siamo consapevoli, il nostro corpo si trasforma in strumento di attrazione che scrive la nostra indelebile reputazione. La nostra identità digitale, se usiamo comportamenti «superficiali», ci può danneggiare così tanto da farci cadere in uno stato di profonda depressione. Alcune volte si inviano foto, video e testi sessualmente espliciti, ma pochi considerano veramente i danni che può comportare. Questo succede perché i ragazzi vogliono essere sessualmente attivi e anche molti adulti cercano continuamente l'approvazione. Ma questa pratica, chiamata sexting, è molto pericolosa, perché coloro che hanno ricevuto le foto spesso le pubblicano rovinando la vita di chi stupidamente ha inviato il materiale. Però un modo ci sarebbe per superare questo fenomeno: parlarne e riflettere prima di agire.

A QUESTO PROPOSITO gli alunni della classe 3^D dell'Istituto Comprensivo «E. Curiel» di Paullo, hanno deciso di fare un progetto per capire come usare l'identità digitale e quanto è pericoloso il sexting. La classe si è divisa in gruppi e una ragazza di ogni gruppo ha scelto una donna che lei ammira e che ha cambiato la storia non con l'uso del proprio corpo, ma con intelligenza e impegno. Ognuna ha ricreato il personaggio usando la fotografia. Tutto questo per dimostrare che non servono like o visualizzazioni per essere «riconosciuti», essere accettati ed essere apprezzati per i valori che una persona esprime.

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