Campionato di Giornalismo il Giorno

Tanto diversi ma così vicini

 IMMIGRAZIONE e multiculturalità. Due parole che ricorrono spesso nei discorsi di tutti. Molte persone viaggiano, lasciando i loro paesi per svariati motivi, tra cui lavoro e guerra. I migranti, oggi, sono principalmente di origine africana. Chi non conosce persone di etnie diverse Chi non nutre pregiudizi nei loro confronti Spesso ci si riempie la bocca con discorsi altisonanti, ci si indigna davanti ad episodi di intolleranza. Tutto questo, però, spesso solo a parole, perché quando qualcosa mina la nostra quotidianità, allora si fa un passo indietro. CONVIVERE non è, invece, così difficile. Prendiamo come esempio la classe 2^B della scuola secondaria di Lora. I ragazzi condividono lezioni e momenti ricreativi, senza attriti, causati dalle loro origini differenti. E questo nonostante il 31% del gruppo sia straniero. Tra gli alunni vi sono turchi, senegalesi, albanesi, lettoni, svizzeri, ucraini e, ovviamente, italiani. Ognuno ha usi e tradizioni diversi, ma tutti si rispettano l'un l'altro e fanno della loro diversità occasione di confronto. Infatti la diversità non deve essere fonte di dissidi, ma motivo di riflessione e occasione per scoprire culture divergenti. A favorire l'integrazione e gli scambi culturali viene in aiuto anche la scuola con l'attuazione di progetti specifici, quali l'eTwinning e il Clil, Content and Language Integrated Learning. Grazie all'uso dell'inglese quale lingua veicolare, il primo permette, attraverso Internet, di comunicare e condividere progetti con studenti di altri paesi europei, mentre il secondo, organizzato con la Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici e per l'Autonomia scolastica del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e l'Ufficio scolastico Regionale, prevede l'insegnamento di moduli di discipline non linguistiche in inglese. Un'opportunità unica per gli alunni, visto che in Lombardia sono solo sei le scuole ad aderire a tale progetto, ma anche uno spunto di riflessione. È di fine dicembre, infatti, la polemica, che ha animato il web, dopo un concorso indetto dal Miur per i nuovi Prin, i progetti di ricerca di interesse nazionale, la cui domanda di finanziamento doveva essere compilata obbligatoriamente in inglese. E l'Accademia della Crusca è insorta.

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