Campionato di Giornalismo il Giorno

Ore contate per il Cyberbullismo

 DOPO ANNI di notizie drammatiche su ragazzini vittime di prepotenze sul web, finalmente lo Stato italiano nel 2017 ha emanato una legge sul cyberbullismo dimostrando quanto ritenga importante educare gli adolescenti al corretto uso del web. Da quest'anno ogni scuola ha così nominato un insegnante come referente contro il cyberbullismo con il compito di organizzare incontri con esperti, sportelli d'ascolto, laboratori e altro. PER AFFRONTARE questo problema, il punto di partenza è conoscerlo: il cyberbullismo è una forma di violenza nel quale il bullo attacca la sua vittima non di persona bensì attraverso lo schermo del computer, grazie all'uso di varie piattaforme. Spesso i cyberbulli sono ragazzi timidi che non hanno il coraggio di attaccare faccia a faccia ma diventano prepotenti nascosti dietro a un computer. Inoltre hanno una buona conoscenza dei principali social, sapendo bene come rendere virale un post. Infatti a dare forza al cyberbullismo è l'atteggiamento superficiale di tutti quelli che con leggerezza condividono o mettono like ai post incriminati. È dunque decisamente importante che i ragazzi vengano educati su questi temi. Il problema è che, spesso, gli adulti che dovrebbero guidarli non danno un grande esempio. Capita frequentemente di leggere notizie di adulti che sul web risultano aggressivi o si comportano come adolescenti sprovveduti. All'inizio di quest'anno, ad esempio, ha fatto notizia il caso dell'attrice Sarah Silverman che, dopo aver subito gli attacchi di un hater, è riuscita con la gentilezza a instaurare con lui un dialogo fino a fargli confidare problemi molto seri, ma non sempre queste storie hanno un lieto fine. Del resto, secondo i dati raccolti dalla polizia postale nel 2017, sono in sensibile aumento i reati di diffamazione, cyberstalking, trattamento illecito di dati personali.. Di certo, se il cyberbullismo è un fenomeno che coinvolge tipicamente gli adolescenti, i cyberstalker o gli hater sono generalmente adulti. Fortunatamente si sta facendo molto per educare i ragazzi alla consapevolezza. C'è da sperare che gli adulti di domani saranno più attenti nell'uso del web, e, perché no, che gli adolescenti di oggi possano diventare essi stessi educatori media dei loro genitori, in mancanza di iniziative educative rivolte agli adulti.

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