Campionato di Giornalismo il Giorno

Con l’oro rosso trionfa il bio

  DA DIVERSI DECENNI, alcuni agricoltori della Valle Seriana hanno iniziato a praticare l'agricoltura biologica, un metodo con cui si coltivano gli ortaggi senza l'utilizzo dei fertilizzanti chimici. Un grande passo avanti per questo territorio, anche se non tutti credevano a questo modo di fare! Il biologico si sta, ora, diffondendo grazie ad alcuni agricoltori locali che, credendo a questo progetto, hanno adottato questa tecnica da diversi anni. Una delle motivazioni che ha spinto ad utilizzare il biologico è stare a contatto con la madre terra; ragione per cui anche la gente del territorio apprezza di più questa filosofia al punto da dedicarsi alla cura di un proprio, piccolo, orticello biologico a casa. TRA LE COLTURE seminate nei campi dell'altopiano rovettese, si trova una varietà di mais locale: il Mais Rostrato Rosso, di cui l'Associazione Rossomais ne è garante. Da anni lavora per conservare questo prezioso prodotto, controllandone la produzione e vigilando affinché vengano rispettate le norme previste dal disciplinare. Questa qualità di mais ha conservato inalterato il proprio patrimonio genetico grazie al lavoro di agricoltori come Giovanni Marinoni, appassionato agricoltore di Rovetta. «Il mio mais è il prodotto della bergamasca e non ce n'è un altro» così ha esordito quando ci ha raccontato del suo mais e delle sue lontanissime origini storiche. Questa rarità veniva seminata dal papà del suo papà e ancora prima. Il coltivatore biologico è riuscito a conservare la semenza originale grazie al suo lavoro manuale; «se si va nel campo con le macchine si mischia la semenza con gli scarti e si perde l'originale» spiega il signor Giovanni. L'agricoltore coltiva questo mais nei campi poco distanti dalla sua abitazione; la pianta di mais rostrato supera i 2 metri di altezza. Nel suo «granaio» le pannocchie vengono lasciate essiccare e poi sgranate a mano come una volta. Il chicco ha una punta appuntita (rostro) ecco perché il mais viene chiamato «rostrato» dal colore arancione/rosso. Il mais viene macinato in un mulino a pietra e la farina ottenuta è utilizzata per la preparazione della tradizionale polenta bergamasca e di dolci. È la polenta più buona del mondo e Giovanni Marinoni è un vero e proprio eroe.

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