Campionato di Giornalismo il Giorno

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 IL CYBERBULLISMO, o bullismo online, si verifica quando l'attacco alla vittima di turno non avviene di persona, ma mediante la rete, e, in particolar modo, i social network. E' molto frequente, infatti dati statistici dimostrano che 1 giovane su 10 è perseguitato dai bulli. Dall'ultima indagine Istat risulta che più del 50% dei ragazzi dagli 11 ai 17 anni ha subito episodi offensivi o violenti da parte di altri ragazzi. QUESTO FENOMENO si manifesta con : flaming, messaggi online violenti e volgari, mirati a suscitare scontri verbali; harassment, spedizione ripetuta di messaggi offensivi per ferire la persona; denigrazione, sparlare di qualcuno per danneggiare la sua reputazione; impersonation, farsi passare per un altro individuo per spedire messaggi violenti e cattivi; trickery, ottenere la fiducia di qualcuno con l'inganno per poi pubblicare le informazioni confidate; esclusione, rimuovere una persona da un gruppo online per farla sentire emarginata; cyber-stalking, molestie ripetute e minacciose per incutere paura; doxing, diffusione via internet di dati personali; sexting, minacce di invio di foto e video erotici e sexy; minacce di morte. Tutti possono essere oggetto di prepotenza e la vittima perde sicurezza e autostima, prova situazioni di incertezza e pericoli, è in preda ad ansia, tende ad avere un'immagine negativa di sé, a lungo andare può avere stati di depressione, comportamenti autolesivi e problemi socio-affettivi, fino anche arrivare al suicidio. Vengono considerati spettatori i ragazzi che non partecipano direttamente alle azioni di violenza/prepotenza, ma che appoggiano in qualche modo i bulli; infatti ciò che rende grande, forte e sicuro il bullo è il sostegno dei compagni. I cyberbulli sono spesso coperti dall'anonimato e si nascondono dietro identità fake, per poter agire indisturbati e non pagare le conseguenze delle loro azioni. La legge definisce il cyberbullismo: pressione, aggressione, molestia, ricatto, denigrazione, diffamazione, furto di identità, alterazione, manipolazione, trattamento dei dati personali a danno dei minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di far del male ad una persona. Ma dal maggio 2017, con le nuove leggi a tutela dei minori, il cyberbullo non avrà vita facile.

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