Campionato di Giornalismo il Giorno

I sogni, la droga dei ragazzi

 SOGNARE ad occhi aperti rende la nostra vita più gradevole, perché alla fine questi, anche se non lo ammettiamo, riescono ad illuderci assai meglio delle persone. Sognare significa sperare, dare vita ai nostri desideri e pensieri più profondi. «I sogni», come diceva Platone nel Fedro «sono lo specchio dell'anima». C'è molto di noi nei nostri sogni, c'è desiderio, immaginazione, c'è un bisogno che in ognuno è diverso. I sogni sono un grande insieme di cose, che comprende a sua volta tanti piccoli insiemi. SPESSO NOI RAGAZZI ci mettiamo lì e fissiamo un punto fisso a caso e all'apparenza non sembra stia succedendo niente, eppure nella parte più profonda del nostro animo potrebbe stare per scoppiare la terza guerra mondiale come potrebbe semplicemente diluviare, ma in ognuno sta capitando sempre qualcosa di diverso. La verità è che nessuno può entrare dentro di noi, nessuno potrà mai capirci davvero. È vero quanto dice Herman Hesse: «Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli», perché nei sogni ci mettiamo una piccola ma allo stesso tempo immensa parte dell'anima, ci mettiamo «intensità». Hesse vuole dire che nei sogni velati dalle palpebre si dà corpo a una dimensione in cui ci si vuole immergere, fuggendo dalla realtà oppure rendendo la verità più bella o più avventurosa. Una dimensione ignota nella quale noi abitiamo ogni notte, dove siamo stranieri, ignari di tutto e di tutti, come bambini. Infatti sognare ci fa sentire piccoli, accuditi nella spensieratezza, desiderosi di grandi cose e di molte cose. «Tanto è solo un sogno, si può sognare tutto»: è questo pensiero che ci induce a non smettere di desiderare e sognare. Tuttavia c'è gente che chiude la porta del sogno e rimane nella piatta pianura della realtà, imprigionato in una successione di eventi insignificanti e senza valore. Un valore è però indispensabile, altrimenti è come essere morti. C'è chi, per un sogno, soffre e cammina nonostante carboni ardenti gli brucino i piedi; c'è chi sacrifica un sacco di cose per realizzare le proprie aspirazioni. Se si nasce uomini si dovrebbe desiderare una simile vita, una vita di martirio speso in nome di un dio chiamato sogno. E dunque mai smettere di domandarsi: «Qual è il mio sogno ».

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