Campionato di Giornalismo il Giorno

C’è un ruolo per tutti

 «È UN MONDO bellissimo. Per le emozioni che ti dà, perché in ogni attimo tutto diventa semplice», dice Giulia, giocatrice della squadra Baskin Futura di Milano. «Come mi sento dopo aver fatto canestro Sono felice! Il baskin è troppo bello». E questo è Andrea, il Capitano. Attenzione a non equivocare: non parliamo di «basket», anche se ne è il punto di partenza, ma di baskin. Quello che nasce a Cremona, da Antonio Bodini, circa dieci anni fa. È SPORT a tutti gli effetti. Ci si allena, si gioca la partita di campionato, si vuole vincere. Ma in squadra tutti sono insieme, senza discriminazioni. Ciascuno ha un ruolo, ma sono le regole che si adattano al giocatore, non il contrario. Il suo scopo è l'inclusione. Non c'è nessuno sport che unisca in una sola squadra persone diverse per età, sesso, abilità, etnia, cultura, religione, lingua. E l'obiettivo primario non è vincere contro l'avversario. Si vince innanzitutto contro se stessi, contro i pregiudizi, contro le differenze. Questo è il baskin, ovvero «Basket Inclusive». Diverse sono le peculiarità: 5 ruoli, 6 canestri, 4 aree (di cui due laterali e protette). Quattro tempi di sei minuti. La palla si adegua al tipo di giocatore che la usa. Non c'è un'età massima e una donna è sempre in campo. E i giocatori Il 5 sa giocare a basket, invece il 4 pratica altri sport o addirittura nessuno. Il 3 ha “abilità diverse” ma corre, scegliendo dove tirare. Ci deve essere equilibrio, il totale fare 23, la maglia di Michael Jordan. Si gioca in cinque più uno e quell'uno è il pivot. Che è “diversamente abile”. Forse potrebbe giocare soltanto in una squadra per disabili. Qui invece l'1 e il 2 stanno nell'area protetta e attendono che la palla gli venga portata. Il pivot è accompagnato alla posizione di tiro da un compagno che magari spinge la sua carrozzina. E viene incoraggiato. Tutti, anche gli avversari, tifano per lui. I dieci secondi a volte sono pochi per tirare con successo: ci si deve concentrare e non è facile, quando tutti ti guardano. Purtroppo il Baskin è ancora poco noto. Non esiste una Nazionale, perché non ci sono avversari oltre confine. Eppure insegna a valorizzare le abilità che in ogni individuo sono diverse. Qui davvero ciascuno vale. E tutti imparano, soprattutto in umanità. E allora: 1-2-3, forza Baskin!

CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA