Campionato di Giornalismo il Giorno

Terapisti a quattro zampe

NELLA ZONA 7 di Milano, precisamente al n.1 di Piazzale Perrucchetti, si trova la Caserma «Santa Barbara», che ospita il più importante centro di ippoterapia in Italia. Il monumento equestre al centro della piazza fa subito capire come i cavalli siano i veri protagonisti della caserma. Infatti entrando al suo interno si trova il grande maneggio per i militari e, di fronte ad esso, quello destinato al metodo riabilitativo applicato dalla dottoressa Daniele Nicolas Citterio a capo dal 1980 del centro A.N.I.RE (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre), che ha accettato un incontro con i «reporter» della 2^M, redazione del giornalino d'istituto.

La fisiatra e psicologa, illustra all'interno del maneggio i principi su cui si basa il metodo di riabilitazione per mezzo del cavallo, di cui è membro fondatore a livello nazionale e internazionale. «La terapia -spiega- può essere applicata a tutte le età su diversi tipi di disabilità, sia di tipo fisico che psichiatrico. Nel primo caso serve a dare l'equilibrio e la corretta postura, nel secondo può agire come sedazione. Nei casi poi di disabilità grave si può imparare anche a leggere e scrivere, perché prima di imparare a scrivere con la mano, s'impara col corpo. Per la scrittura bisogna conoscere due movimenti: il traslare e il ruotare, quelli che vengono fatti con il cavallo. L'attività equestre, ritmica e monotona, fa passare l'informazione primitiva a livello spinale e questa poi, arrivando al cervello, viene acquisita meccanicamente». I cinque cavalli del maneggio (tre della caserma e due acquistati dal centro) sono Franches Montagnes, utilizzati per la loro capacità di mantenersi calmi e tranquilli in tutte le situazioni.

«È Importante che siano cavalli alti, con un'andatura lenta -precisa la dottoressa-, perché i pony ad esempio fanno passi piccoli e frequenti, che agitano il paziente, mentre è fondamentale che la persona sia messa in una situazione di piacere. Viene riprodotto il movimento arcaico del dondolamento, che è impresso nella memoria di tutti gli esseri umani». Potrebbe sembrare una forma di pet therapy, ma non lo è. «L'ippoterapia non è basata sul contatto con il cavallo, ma è una terapia sul cavallo; i pazienti più gravi all'inizio non instaurano alcun rapporto affettivo con l'animale, poi, quando acquisiranno una maggiore coscienza di sé, impareranno anche a stabilire una relazione».

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