Campionato di Giornalismo il Giorno

La sfida dell’accoglienza

 LAVENO MOMBELLO è un comune di 8 743 abitanti della provincia di Varese, situato sulle rive del Lago Maggiore. Famoso fin dal XIX secolo per la produzione delle ceramiche, attualmente ospita diverse piccole e medie aziende del settore manifatturiero e metalmeccanico, ma nel complesso l'economia si basa molto sulle attività turistiche, in particolar modo nella stagione estiva. Su questa realtà già in difficoltà si è abbattuta la crisi degli ultimi anni che ha influito in modo negativo sul suo tessuto economico, che si presenta ormai sempre più povero di attività produttive. IL TERRITORIO comunale è così passato da un periodo di forte crescita e sviluppo industriale legato alla produzione delle ceramiche ad un tentativo di riqualificazione turistica, che non ha ancora offerto possibilità di lavoro concrete. Le poche opportunità occupazionali sono legate al settore terziario, in particolare a quello socio-assistenziale. Ciò nonostante continuano i flussi migratori verso il Comune, dovuti anche alla vicinanza con il territorio Svizzero e Piemontese. Attualmente gli stranieri residenti nel Comune al 1.1. 2016 sono 757 (dati Anagrafe comunale di Laveno Mombello), pari all'8,65% della popolazione. Una percentuale più bassa di alunni stranieri si rileva invece negli istituti scolastici del comune con il 5,3 %. Gli alunni stranieri provengono soprattutto dell'est Europa, dal continente africano, americano e asiatico e un terzo dei quali presenta situazione di svantaggio sociale che si traduce in difficoltà di apprendimento. In questo contesto si inseriscono gli arrivi di richiedenti asilo dovuti all'emergenza migranti degli ultimi anni. Sono diciassette giovani provenienti soprattutto dall'Africa, accolti in una struttura della Comunità Montana Valli del Verbano in zona Pradaccio, nei confronti dei quali è in atto un'attività di accoglienza concordata con la Prefettura di Varese, la Caritas di Como e la Cooperativa Agrisol di Ferrara. Una decina di essi, in attesa di ricevere lo status di rifugiato, si sono dedicati ad attività di volontariato che vanno dalla manutenzione del verde pubblico alla pulizia del lungolago. Lo fanno in modo disinteressato, perché vogliono dimostrare anche con questi piccoli gesti la loro riconoscenza alla comunità che li ha accolti.

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