Campionato di Giornalismo il Giorno

Cronistoria di un disastro

 L'ESTATE 1987 in Valtellina è stata strana, diversa, calda e piovosa. Da metà luglio la temperatura di 0°C è oltre i 4000 m. Lo scioglimento anomalo dei ghiacciai riempie i numerosi torrenti della valle e l'acqua scende abbondante anche dal cielo. Dal 17 al 19 luglio si verificano precipitazioni che corrispondono alla media di 2 mesi. I TORRENTI scendono dalle montagne erodendo gli argini e portando con forza detriti verso l'Adda che straripa. Il 18 luglio una frana si abbatte a Tartano e causa vittime. Lungo tutta la valle ci sono allagamenti e frane. La ferrovia e la statale 38 sono inagibili. Ponti ed edifici sono spazzati via. Migliaia di persone vengono evacuate. Su 78 comuni, in 60 si verificano straripamenti e frane. Gli unici mezzi utilizzabili sono gli elicotteri. Il 19 luglio il maltempo dà una tregua. Si inizia a lavorare per ricostruire ciò che è andato perduto. Ma il disastro più grande deve ancora arrivare. Il 28 luglio un'enorme frana si abbatte su Sant'Antonio Morignone. In pochi minuti , tre km e mezzo di valle sono ricoperti da tonnellate di terra che la tagliano in due. Gli abitanti erano stati sfollati, ma si registrano altre vittime. Ma non c'è tempo per fermarsi. Si presenta subito un'altra emergenza. Il corso dell'Adda è completamente ostruito e a monte della frana si forma un lago. Il rischio è che la frana non regga alla pressione dell'acqua e che tutto si riversi nella valle sottostante, spazzando via interi paesi. Si cercano diverse soluzioni: pompaggi dell'acqua, deviazione del corso dell'Adda, regolazione delle dighe a monte, consolidamento del piede della frana. Tra il 24 e il 25 agosto si verificano piogge torrenziali che gonfiano paurosamente il lago. Sono evacuati tutti i comuni a valle della frana fino a Sondrio. Il pericolo è enorme. Si decide per una soluzione rischiosa: la tracimazione forzata. Il lago sarà riempito in maniera controllata fino a permettere all'acqua di superare la massa di terra, abbassata e modellata, e di rientrare nell'alveo dell'Adda. Il 29 agosto l'acqua esce dal lago e la diga regge. La gente può tornare nelle sue case. Occorreranno ancora dei mesi per terminare i lavori necessari. La paura è passata ma il bilancio è pesante: la valle cambiata per sempre, enormi danni all'economia e, il più triste, 53 vittime.

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