Campionato di Giornalismo il Giorno

Una tragedia senza un perché

 NELLO SCORSO gennaio, per onorare la «Giornata della memoria», le scolaresche varesine si sono date appuntamento al teatro Santuccio, dove è stato proposto lo spettacolo «Da grande voglio fare teatro», tratto dal libro «Non sono passata per il camino». L'autrice del volume, Francine Cristophe che oggi ha 81 anni, era una bambina quando è stata imprigionata in un campo di concentramento francese in attesa di essere deportata nel campo di sterminio di Bergen Belsen, nel quale ha trovato la morte Anna Frank. LA RAPPRESENTAZIONE è stata introdotta da Margherita Giromini, presidentessa dell'Associazione «Calogero Marrone» e dall'Assessora ai Servizi Educativi, Rossella Di Maggio. Entrambe si sono soffermate sul valore della Memoria storica e sul possibile rischio di una frattura tra il passato e il presente. Interpreti dell'evento i bravissimi studenti del Liceo Artistico di Varese, guidati dal professor Andrea Minidio. Un urlo improvviso e disumano ha dato inizio alla rappresentazione con l'ingresso, nel campo di transito, di un gruppo di giovani ebrei, curvi e impauriti, spintonati da un drappello di soldati tedeschi. Così ciascuno degli studenti si è ritrovato immerso nell'atmosfera di smarrimento e paura vissuta dai protagonisti e nello stesso tempo ha potuto partecipare alla loro dimensione umana che anche in quella tragica situazione non rinuncia a sognare attraverso la recitazione, il ballo, il canto …. nonostante la ferocia delle regole e l'insensibilità dei loro aguzzini. Il pubblico, non più spettatore ma anch'esso protagonista di quella orribile vicenda, ha potuto diventare consapevole del significato della piccola stella gialla apposta sulla giacca di ognuno all'ingresso del teatro. Il fascio di luce delle torce, con ritmo incalzante, illuminava la paura, costringendo i presenti a vedere il buio irreale, a vivere i sentimenti di chi non aveva più libertà né la dignità. Per i ragazzi è stata un'esperienza concreta e realistica. Tutti sapevano, infatti, che ciò che scorreva davanti ai loro occhi era veramente accaduto, non solo in Francia ma anche nel nostro Paese. E ancora oggi ci chiediamo il Perché. La risposta c'è… basta riconoscerla!

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