Campionato di Giornalismo il Giorno

Ragazzi no-smartphone

 NELLA PRIMA media della Scuola Rudolf Steiner, è in corso un esperimento. I genitori della classe hanno stretto un patto controcorrente: niente smartphone fino alla fine della terza media! Dopo alcune discussioni in classe e osservazioni durante le uscite didattiche, i ragazzi sono concordi: i telefonini con accesso a internet e la comunicazione tramite social network sottraggono tempo prezioso alla socialità. Sui mezzi pubblici lo sguardo di giovani e meno giovani è quasi totalmente fisso sulla luce dello schermo. PUR RICONOSCENDO l'utilità di una comunicazione via WhatsApp dal telefono di mamma o papà per chiedere i compiti o una rapida informazione, quando devono raccontare qualcosa a un amico, dicono molti di loro, preferiscono farlo guardandolo negli occhi, leggendo così la sua gioia e apprensione. Inviando un messaggio o una foto, non sarebbe possibile condividere l'emozione: ognuno se la guarderebbe per conto proprio. Una ragazza ha intervistato il papà e ha capito che, quando lui aveva la sua età, non c'erano telefonini o internet e si riusciva a sopravvivere ugualmente. Se si voleva incontrare un amico lo si andava a trovare, usando più il citofono che il telefono! I concerti e gli eventi, poi, si vivevano pienamente, non si filmavano per poi postarli su Facebook. Se la maggior parte dei compagni possedesse uno smartphone, riportano i ragazzi, si ridurrebbe la gioia di giocare a calcio durante l'intervallo o al termine delle lezioni, di parlare guardandosi negli occhi, troppo forte sarebbe l'attrazione dello schermo. Durante le vacanze, poi, non si scriverebbero lettere belle e articolate agli amici, come invece fa qualcuno di loro. Si correrebbe inoltre il rischio che alcuni, non possedendo il telefonino o il videogioco più in voga, venisse escluso e persino deriso. Ma come sopravvivono, questi ragazzi Come passano il loro tempo I ragazzi, che a scuola imparano arte e musica, amano dipingere, disegnare, modellare, lavorare a maglia e lavorare il legno, assaporando il profumo delle sue essenze. Passano il tempo suonando uno strumento musicale e leggendo, ma hanno anche il tempo per qualche fantasiosa marachella. I loro giochi sono demodé, come nascondino o palla avvelenata, mentre alcuni sognatori amano inventarseli: per esempio, il gioco di entrare in un disegno fatto da loro e animarlo.

CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA