Campionato di Giornalismo il Giorno

Pane e integrazione

 AVETE MAI visitato «La Casa del Pane» in via Buonarroti a Monza Noi sì! Non è una panetteria ma offre molto più del pane, perché ospita ragazzi stranieri fuggiti dai Paesi di origine. Noi ne abbiamo intervistati due che sono arrivati in Italia da soli quando erano ancora minorenni, il primo proveniente dall'Egitto e l'altro dalla Costa d'Avorio. Hanno dovuto affrontare un viaggio molto lungo attraversando il Mediterraneo con una barca di fortuna. SONO PARTE del gruppo dei così detti Msna (Minori Stranieri Non Accompagnati); nel 2017, secondo i dati del Ministero dell'Interno, ne sono giunti in Italia 15731 e la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza riconosce a tutti loro il diritto alla protezione internazionale e all'assistenza umanitaria (art.22). Noi abbiamo ascoltato attentamente la loro storia e abbiamo capito com'è difficile per alcuni ragazzi della nostra età trovare una casa, un posto accogliente, un paese in pace lontano da pericoli di tutti i tipi. Siamo rimasti colpiti quando ci hanno detto: «Del mio paese mi manca più di tutto la famiglia e la mamma». Per noi è una cosa normale avere una famiglia, perché non può essere cosi per tutti Gli abbiamo chiesto che cosa desiderano per il loro futuro: «Troppo difficile per ora rispondere a questa domanda; il primo passo è imparare la lingua, studiare e trovare un lavoro per rendersi indipendenti». Devono affrontare una corsa contro il tempo: a 18 anni, infatti, se non gli viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, perdono il diritto ad essere accolti. Alla fine ci hanno detto: «Impegnatevi, seguite i vostri progetti, rispettate tutte le persone e non seguite cattive compagnie». Per fortuna esistono luoghi come questo, che offrono una nuova opportunità di vita ai ragazzi stranieri soli: il parroco di Regina Pacis, Don Alberto Colombo, ha aperto la sua casa all'accoglienza, il Consorzio Comunità Brianza mette a disposizione gli educatori per seguire i ragazzi nello studio e nella ricerca del lavoro. Per noi è stata un'esperienza importante che ci ha fatto conoscere un mondo di cui non sapevamo niente. Sarebbe bello farla vivere anche ad altri ragazzi come noi. Forse potremmo diventare tutti amici e creare un mondo migliore. Ci piacerebbe anche invitarli nella nostra scuola per spiegargli qualcosa di noi. In fondo l'integrazione è proprio questo: conoscersi e rispettarsi nella diversità.

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