Campionato di Giornalismo il Giorno

Museo del Risorgimento chiuso

 DA TORINO a Roma, da Milano a Mantova, i musei del Risorgimento, profondamente rinnovati, vanno valorizzando le loro collezioni, riappropriandosi di quella missione educativa per la quale erano nati, tornando a essere centro vitale di un'intensa attività divulgativa e di ricerca scientifica. Brescia, invece, in totale controtendenza, tiene ben chiuso il suo museo del Risorgimento, un museo unanimemente considerato dagli studiosi fra le istituzioni storiche più importanti a livello nazionale. NELL'ORMAI LONTANO 1887 nell'atto costitutivo del museo del Risorgimento la Municipalità orgogliosa consegnava alla storia e alle future generazioni la memoria degli entusiasmi e dei dolori di quanti avevano con animo versato il loro sangue in nome dell'indipendenza e di una patria già viva nel cuore palpitante dei bresciani. Oggi dai banchi di scuola si leva forte il grido delle nuove generazioni che rivendicano il loro diritto a questa eredità e chiedono al sindaco Del Bono di non rimanere sordo all'appello restituendo il loro museo ai bresciani. Priorità irrinunciabili ma anche immobilismo, disinteresse e scelte di politica culturale discutibili e poco lungimiranti hanno determinato il progressivo sprofondamento dello sfortunato museo in un pantano di problemi rimasti insoluti. E' così che documenti, stampe e i preziosi cimeli, pazientemente riordinati nel Grande Miglio nel 1959 grazie all'instancabile e appassionata dedizione dell'allora direttore dei Civici Musei, Gaetano Panazza, dopo un ulteriore lavoro di schedatura e verifica degli inventari avvenuto negli anni Novanta, nei primi anni del 2000 finirono in deposito. Di fatto il museo fu letteralmente smantellato e in sua vece, sotto le mentite spoglie di un «museo rinnovato», venne organizzato a partire dal 2005 e nei 2 anni successivi un ciclo di 3 mostre temporanee ad argomento risorgimentale. Nel 2012 la nuova amministrazione comunale manifestava mezzo stampa la ferma intenzione di rilanciare il Museo del Risorgimento ma restò una delle tante promesse elettorali. Nel 2016 l'annuncio che Fondazione Cab era disponibile a cofinanziare la riqualificazione del museo del Risorgimento si risolse in un nulla di fatto e di lì a poco, ufficialmente per necessità di manutenzione straordinaria, sul museo si è chiuso, senza alcun clamore, il sipario.

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