Campionato di Giornalismo il Giorno

La legalità cresce coi bambini

 QUANTE volte in classe si sente dire: «Non è giusto!» Ma cos'è la giustizia In famiglia si impara presto a capire ciò che giusto o sbagliato, ascoltando le regole dei genitori. A scuola la convivenza si estende e si incomincia a comprendere il significato di legalità nella società. La legalità non è una nuova materia scolastica che la maestra spiega, ma è come un seme che sta dentro di noi e, se coltivato, darà frutti. IN UNA CLASSE c'è legalità quando si accoglie un nuovo compagno, si ascoltano gli altri senza vederli come nemici, si valorizzano le diversità e si condividono diritti, doveri e responsabilità nei lavori di gruppo. Certo è un lungo percorso, fatto di piccoli passi, ma in cinque anni di scuola primaria si può fare molto. Ad esempio aderendo al progetto «La Carovana dei Pacifici», come gli alunni della scuola primaria «Morelli» di Busto Arsizio. I bambini hanno riflettuto sulle notizie che sentono al telegiornale e poi hanno realizzato un castello con i Pacifici, che rappresentano loro e tutte quelle persone che, nella vita quotidiana, silenziosamente, fanno piccole grandi cose per costruire la pace, il benessere del vivere insieme:chi sorride agli altri, chi comprende, chi offre la sua merenda, chi non esclude nessuno dal gioco, chi rispetta la natura e non spreca cibo, chi sa apprezzare un gesto gentile o un panorama.Hanno inviato il loro lavoro alla Carovana che ha girato per tutta Italia e sono poi approdati a Palazzo Lombardia a Milano in occasione della III^ edizione degli stati generali dell'educazione alla legalità. Forse erano i più piccoli studenti presenti, ma volevano far parte di chi vuol dimostrare che la legalità è un valore, un modo di vivere che va costruito giorno per giorno per colmare i silenzi complici e rassegnati di alcuni. Non contenti, gli studenti hanno partecipato alla marcia dei diritti dei bambini organizzata dalla loro scuola e alla marcia della legalità della città. Hanno anche prodotto un Power Point sulla Shoah, ricordando le parole della neo- senatrice Liliana Segre «La memoria è il vaccino contro l'indifferenza!». Ora vogliono dirvi: «Quante volte, guardando il telegiornale o leggendo certe notizie sui giornali, vi vien da pensare che non sia giusto! Allora facciamo qualcosa insieme per combattere le ingiustizie!»

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