Campionato di Giornalismo il Giorno

Siamo l’esercito del social

 «VORREI ma posto», una frase che potrebbe essere tranquillamente pronunciata dai ragazzi del giorno d'oggi, pronti a condividere la propria vita con il mondo di internet. Ormai le conversazioni più comuni, anche in ambito familiare, avvengono tramite WhatsApp, perché, nella fase adolescenziale, sembra che i giovani riescano a esprimersi, solo attraverso quel prezioso oggetto tecnologico che stringono continuamente tra le mani. LA DITTATURA dei social continua però con il passare degli anni diventando un cardine della nostra vita, usati sia dai ragazzi sia dagli adulti che, in quanto a dipendenza, non scherzano. Per capire il rapporto sempre più stretto con i social, sono stati effettuati dei sondaggi, a campioni diversi per fascia età, rappresentati da genitori, professori ed alunni, tra gli 11 e i 14 anni, della Scuola Media «Manzoni» di Parabiago. Sono emersi così comportamenti diversi tra gli adolescenti e gli adulti, amanti di Facebook e Whatsapp, mentre Instagram e Snapchat rimangono dominio dei ragazzi. Comune è invece il tempo dedicato ai social che si aggira intorno a 1-3 ore al giorno. Interessanti poi le opinioni riguardo alla positività e alla negatività dei social, su cui alunni e genitori hanno un parere positivo, al contrario dei docenti che, però, non esitano a postare video su Youtube o a ricercare l'approvazione della rete. Non solo però aspetti negativi, i social vengono utilizzati, in molti casi, per tenersi in contatto o come passatempo; le persone adulte li usano anche per imparare nuove cose, invece gli adolescenti principalmente per condividere, per intrattenersi e giocare on line. Condividere, ma che cosa Foto, pensieri, momenti quotidiani. Per gli adolescenti intervistati diventa importante apparire e ricercare l'approvazione degli altri. Non solo condivisione, ma anche una forma di compagnia e di passatempo, sui social si privilegia la realtà virtuale rispetto a incontri o attività in presenza. Tra gli intervistati c'è comunque consapevolezza dei pericoli e delle insidie, quali cyberbullismo, violazione della privacy, truffe, uso improprio delle immagini. Fondamentale risulta quindi educare sempre più all'uso dei social network e sul tema dell'identità onde evitare la dipendenza e le problematiche che spesso ne derivano.

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