Campionato di Giornalismo il Giorno

Cyberbullismo, prepotenza social

 QUANTE VOLTE si è sentito dire di come si è fortunati ad essere giovani, ad avere tutta la vita davanti a sé e ad essere dei privilegiati perché si ha la possibilità di andare a scuola, socializzare e ricevere un'istruzione. Quello trascorso tra i banchi viene descritto come un periodo felice e spensierato, ma non sempre è così, o perlomeno non lo è per tutti gli adolescenti. I mass media riportano troppo spesso notizie di tragedie legate ad un fenomeno meschino come il bullismo, ovvero “un comportamento che mira deliberatamente a far del male o danneggiare, spesso persistente, da cui è difficile difendersi se si è vittime” (Sharp e Smith). IL FENOMENO più subdolo prende il nome di cyberbullismo nel momento in cui l'insieme di atti di umiliazione, diffamazione e aggressività sono effettuati tramite strumenti telematici (sms, e-mail, siti web, chat). Una ricerca del Criaf dice che il cyberbullismo spaventa i ragazzi più della droga e delle molestie. Il 72% degli intervistati lo vede come la minaccia più grave da cui difendersi, perché può colpire in qualunque momento e luogo, seppur virtuale. Inoltre l'anonimato del molestatore fa sentire impotente la vittima, che vive in costante stato di agitazione. Una ricerca del 2014 del Co.re.Com riporta dati allarmanti: l'8% dei giovani internauti lombardi tra i 15 e i 24 anni ha avuto esperienze dirette di cyberbullismo; il 25% degli adolescenti conosce amici che hanno avuto questi problemi; 3 internauti lombardi su 4 hanno sentito parlare di cyberbullismo, ma non sanno di cosa si tratti. La situazione è ancor più preoccupante dinanzi ai dati di una ricerca del 2016: il 32% dei ragazzi intervistati tra gli 11 e i 18 anni è stato vittima di bullismo/cyberbullismo nei 12 mesi precedenti e il 22% è stato vittima di sexting (l'invio di immagini e messaggi con esplicito riferimento sessuale attraverso i social network). Che fare Innanzitutto bisogna parlarne in famiglia e a scuola, cercando di capire le ragioni di tali atteggiamenti. E' inutile, perché tardi, soffermarsi sulle conseguenze. E' importante rivolgersi ad un adulto, chiedere aiuto, denunciando ogni forma di prepotenza, senza vergognarsi o sentirsi in colpa, perché, come dice Liliana Segre, «Contro i bulli siete voi i più forti. Loro sono i perdenti nella vita».

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