Campionato di Giornalismo il Giorno

Un medico senza frontiere

 «CI SONO COSE da non fare, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio la guerra». Ci è piaciuto questo verso tratto dalla poesia «Promemoria» di Gianni Rodari utilizzata dal dottor Simone Del Curto per raccontarci la sua esperienza umanitaria in Siria alla fine del 2017, dove è iniziato il settimo anno di guerra civile. Siamo rimasti particolarmente colpiti sia dalla sua voce per il piacere di raccontare, sia dai suoi occhi dove si leggeva la tristezza per i troppi orrori visti. «È STATA una delle mie migliori esperienze di vita come medico» ci ha spiegato. Infatti Del Curto, dopo essere stato direttore del reparto di anestesia e rianimazione del nosocomio di Sondrio, dal 1991 fa parte dell'organizzazione di volontariato «Operare per», è presidente del sodalizio «Agenzia per la pace» di Sondrio, e membro di Medici Senza Frontiere. Da ventisei anni è costante la sua presenza in Bangladesh, dove è iscritto all'ordine dei medici, mentre da un anno interviene anche in Siria. Qui è responsabile del servizio di anestesia della Recovery Room dell'ospedale di Talabyad. Diverse sue affermazioni ci hanno fatto riflettere come «Non c'è nessuna differenza tra i bambini perché tutti sono uguali compreso il proprio credo», oppure «Talvolta per capire bisogna cambiare il punto di vista». E ANCORA: «Curiamo tutti: soldati e civili» e «Stando in Siria, mi sento al posto giusto». In un paese di guerra, come la Siria appunto, il segno che sia nuovamente riaperta una scuola è testimonianza di una svolta positiva. I bambini tornano a sorridere e smettono di lavorare. «Non ho mai avuto paura di essere colpito - ci ha confidato il medico - perché eravamo ben protetti. Non potevo uscire da solo ma sempre in coppia. Ovunque era proibito portare le armi». Se nel paese siriano Del Curto ha curato molte persone ustionate o sorde per le bombe unitamente a quelle che hanno subito amputazioni, in Bangladesh ha curato i bambini con malformazioni congenite o con problemi legati alla malnutrizione. Oltre all'intervento diretto dei medici provenienti da varie parti del mondo in collaborazione con quelli locali, è presente anche quello economico/solidale che permette di ricostruire ospedali bombardati, costruire scuole, dotare le strutture sanitarie dell'essenziale.

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