Campionato di Giornalismo il Giorno

Popoli a rischio di genocidio

 SOLO IN AMAZZONIA ne esistono circa 55, tra Brasile e Perù. Ma sono oltre un centinaio in tutto il mondo. Custodiscono e tramandano preziose conoscenze sulle proprietà curative delle piante ma anche sulle tecniche di caccia e di pesca. Hanno una propria lingua, una propria cultura e una propria e unica visione del mondo. Si tratta a tutti gli effetti di popolazioni che si sono evolute nel corso del tempo secondo proprie traiettorie. Diverse dalle nostre. Per scelta. MA SONO ANCHE i custodi più importanti del mondo naturale e le prove ci dicono che sono la miglior barriera alla deforestazione massiccia dell'ultimo polmone del nostro pianeta e alla preservazione della biodiversità. Molti di loro hanno avuto un passato di violenza e sopraffazione per mano dell'uomo bianco. Sopravvissuti, sono tuttora in fuga da un presente di continue minacce da parte degli invasori. Come i taglialegna illegali, i minatori in cerca di diamanti, gli allevatori e le compagnie petrolifere che con la forza si appropriano delle loro terre e delle loro ricchezze costringendoli ad una fuga continua. In Amazzonia, un popolo in grave pericolo è quello dei Kawahiva. Rischiano il genocidio, perché gli invasori, oltre ad entrare con la forza e la prepotenza nelle loro terre, portano malattie per le quali non hanno nessuna difesa perché hanno sviluppato un sistema immunitario diverso dal nostro. Possono quindi ammalarsi e morire nel giro di poco tempo per un'influenza, il morbillo o un banale raffreddore. Per anni i governi di queste terre hanno volutamente ignorato la loro esistenza, addirittura negandola, dicendo che era un “mito”. Ma le immagini e le riprese aeree che ritraggono il popolo dei Kawahiva sono state prove determinanti della loro esistenza. Tutto ciò che sappiamo di loro lo dobbiamo a Survival, l'unica associazione mondiale che si occupa della difesa dei diritti dei popoli indigeni. Essa agisce su due importanti fronti: creando grandi campagne d'informazione per sensibilizzare e coinvolgere l'opinione pubblica e, facendo, insieme ai loro sostenitori, forte pressione sui governi. Perché solo chi governa può decidere il destino di queste popolazioni e del nostro sempre più vulnerabile pianeta.

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