Campionato di Giornalismo il Giorno

Un viaggio per non dimenticare

ANCHE QUEST'ANNO la Scuola Secondaria di Primo Grado «Giovanni Falcone» di Cassina de' Pecchi mantiene viva l'ormai ventennale tradizione del «Viaggio della Memoria». Nell'anno scolastico 1997/98 per la prima volta le classi terze partirono per Mauthausen, in Austria, accompagnate da una guida speciale, Roberto Camerani. Nato nel 1925 a Triuggio, in provincia di Milano, convinto fascista, dopo l'occupazione nazista e la nascita della Repubblica Sociale di Mussolini, capì l'inganno e divenne antifascista. NEL DICEMBRE 1943 venne arrestato dai tedeschi e deportato, prima al campo di Mauthausen, poi nel sottocampo di Ebensee. Liberato il 6 maggio 1945 dall'esercito americano, era ormai in fin di vita. Grazie alle cure dalla Croce Rossa, sopravvisse e tornò in Italia. Si sposò, trovò lavoro e cercò di dimenticare l'orrore vissuto fino al giorno in cui, di ritorno da una vacanza in Austria, su invito della moglie, fece visita al campo di Mauthausen. In quel momento i ricordi riaffiorarono e con essi la consapevolezza di avere una missione: quella di raccontare ciò che era stato perché non accadesse mai più. Quindi diventò un testimone instancabile, incontrando e accompagnando i giovani, fino alla sua morte, avvenuta nel 2005. Gli insegnanti che lo hanno conosciuto hanno voluto seguire la sua strada, così che il suo racconto non si spegnesse, ma trovasse nuove voci negli studenti, attraverso la visita dei luoghi della Memoria. Diverse le mete proposte: Mauthausen, Dachau e quest'anno la Risiera di San Sabba, a Trieste. Stabilimento per la pilatura del riso, la Risiera venne utilizzata dai nazisti come campo di prigionia, di smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, e di eliminazione di partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Il viaggio sarà accompagnato da proposte di approfondimento e ricerca a cui faranno seguito elaborati, affidati alla creatività e alla sensibilità dei ragazzi che saranno stimolo e occasione per comunicare le storie ascoltate e il valore dell'esperienza vissuta. Ora che purtroppo i superstiti stanno scomparendo, diventa importante creare nuovi messaggeri perché la Memoria dei deportati possa avere un futuro.

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