Campionato di Giornalismo il Giorno

No allo spreco alimentare

SE NON SPRECHIAMO cibo, facciamo del bene a noi stessi e all'ambiente, aiutiamo i bisognosi, riduciamo i rifiuti, salvaguardiamo le risorse e risparmiamo. Questo comportamento virtuoso si chiama “consumo consapevole” e lo abbiamo imparato attraverso un percorso di educazione alimentare in collaborazione con Coop Lombardia. OGNI ANNO, secondo la FAO , nel mondo circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo di quello prodotto, viene buttato, anche se ancora commestibile. Una quantità che, se riutilizzata, potrebbe idealmente sfamare per un anno intero metà dell'attuale popolazione, ovvero 3,5 miliardi di persone. In Italia, secondo Barilla Center, in un anno si sprecano 6,6 milioni di tonnellate di cibo, circa 110 Kg a testa, potrebbero nutrire 17 milioni di persone, ossia 1/3 della popolazione italiana. Sono dati allarmanti che è bene conoscere.Si possono distinguere due tipi di spreco alimentare :il foodlosses, sprechi che avvengono durante la produzione agricola, il post raccolto e la trasformazione degli alimenti;il foodwaste, ovvero le perdite che si verificano durante la trasformazione industriale, la conservazione, la distribuzione e il consumo finale. I fattori climatici, le strategie di marketing, l'eccedenza negli acquisti e nelle porzioni preparate, gli errori della conservazione degli alimenti, sbagli nelle interpretazioni delle etichette sono le cause principali dellaperdita alimentare.Le conseguenze non sono solo economiche e sociali, ma anche ambientali. Infatti il cibo che non viene consumato contribuisce al surriscaldamento globale: per ogni chilo di cibo non consumato, vengono emessi 4.5 chili di anidride carbonica. A ciò si aggiunge lo spreco di una grande quantità di acqua, di energia elettrica, di manodopera, di terra e di altri mezzi utilizzati per produrre alimenti.Conoscere il problema ci ha permesso di condividere buone pratiche di prevenzione perché, nel nostro piccolo, anche noi possiamo fare qualcosa di importante.Il cambiamento deve partire da noi stessi, dalla nostra famiglia, nel quotidiano. Dell'Expo è rimasto un documento importante: la carta di Milano, una sorta di protocollo di Kyoto, su alimentazione e nutrizione, un impegno delle istituzioni internazionali per ridurre del 50%, entro il 2020, il cibo sprecato.

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