Campionato di Giornalismo il Giorno

In cerca di un paese ospitale

FIN DALL'ANTICHITÀ l'uomo è alla ricerca di un posto in cui insediarsi: ogni famiglia ha la sua storia, ricostruibile attraverso le testimonianze dei propri avi. C'è chi ha viaggiato in aereo, chi in treno e chi addirittura ha attraversato oceani, cercando di raggiungere il luogo in cui realizzare i propri sogni. Ecco perché i nostri compagni hanno intervistato i loro parenti, tramandando il ricordo di esperienze a volte difficili o emozionanti, ma pur sempre importanti. TUTTI gli intervistati sono emigrati o immigrati per cercare lavoro, come Raul, 50enne sudamericano: «Prima di tutto ho trovato difficoltà nella lingua, ma soprattutto nella ricerca del lavoro a causa di alcuni stereotipi negativi sugli stranieri». In effetti, questa situazione si presenta ancora oggi, specialmente con i migranti clandestini, ma era anche ciò che provarono milioni di italiani che durante il secolo scorso emigrarono in America. C'è chi, invece, non ha trovato molte difficoltà, come Karina, 40enne di origini peruviane: «Personalmente ho deciso di trasferirmi in Italia su consiglio di mia sorella, che viveva già qui. Non ho avuto problemi riguardo al lavoro, in quanto sono riuscita ad avere subito un impiego come badante». Diversa la storia di Giuseppe, classe '45, che ha vissuto per 50 anni in Germania: «Inizialmente sono stato accolto con molta diffidenza: i tedeschi non si fidavano di noi, ma lavorando umilmente sono riuscito a conquistare la loro fiducia». Poi ci sono quelli che si sono sentiti accolti da subito, come Rosa, 70enne austriaca: «Mi sono sentita ben accetta in Italia fin da quando frequentavo la scuola elementare bilingue.». Altri, infine, non sono proprio stati accolti come pensavano. Vicentiu, giunto da Bucarest negli anni '90, ci offre il suo giudizio: «Mi sono trasferito in Italia per guadagnare i soldi necessari a frequentare l'università, ma sono stato accolto con molta freddezza; la gente non ti considerava nemmeno. Se dovessi valutare quest'esperienza direi che da un lato è stata molto difficile in quanto, non avendo parenti vicini, ti senti solo, ma d'altro canto, è stato molto emozionante diventare cittadino italiano. Una parte di me resterà sempre legata alle mie radici, ma sono grato al paese che mi ha dato questa grande opportunità».

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