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Paralimpiadi, una seconda vita

 LE PARALIMPIADI sono l'equivalente dei Giochi Olimpici a cui partecipano persone con disabilità fisiche. Si disputano negli stessi impianti sportivi utilizzati per le Olimpiadi. Hanno origine nel lontano 1948 quando il neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann, direttore del centro lesioni spinali di Stoke Mandeville, in Inghilterra alla fine della seconda guerra mondiale, nell'anno delle olimpiadi di Londra, inaugurò i primi giochi per persone disabili mielolese, tra cui molti soldati rimasti invalidi nei combattimenti. IL LOGO delle Paralimpiadi è formato da tre agitos (dal latino «agito» che significa «mi muovo») blu, rosso e verde che sono i colori più utilizzati nelle bandiere dei Paesi del mondo. Il motto paralimpico è «spirit in motion», ovvero «spirito in movimento», ed esprime la forte volontà di ogni atleta disabile. Per citarne alcuni, gli sport più famosi praticati sono: l'atletica leggera, il calcio, il ciclismo su strada e su pista, judo, nuoto, basket su sedia a rotelle e pallavolo. Nell'atletica leggera ricordiamo Oscar Pistorius e Nicole Orlando e nel ciclismo, Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 che nel 2001 perse entrambe le gambe in un incidente a Lausitz, in Germania, durante una gara di Formula Kart. Le Paralimpiadi sono un esempio concreto di considerazione e accettazione della diversità e hanno un grande valore sociale perché queste persone, nonostante i loro limiti riescono a dare il meglio di sè, impegnandosi con passione, costanza e non arrendendosi di fronte alle difficoltà. Praticare uno sport è fondamentale nella formazione della persona, in particolare per un bambino con una disabilità: esso rappresenta, soprattutto per loro, uno strumento fondamentale per la crescita psico-fisica e lo sviluppo di relazioni interpersonali. La scuola di oggi deve realizzare una grande impresa: costruire una nuova cultura della disabilità e sensibilizzare i bambini sul tema dell'inclusione delle persone disabili, cercando di sradicare quei pregiudizi che li isolano. L'inclusione è quel passo in più che può contribuire a creare una scuola più aperta, che accoglie e dove si insegna che ogni giorno può offrirci una sfida da accogliere, una seconda possibilità.

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