Campionato di Giornalismo il Giorno

Tracce longobarde in Brianza

  PROBABILMENTE molti sanno che tanto tempo fa, esattamente tra il VI e l'VIII secolo d.C. nelle nostre zone si stanziarono i Longobardi: un popolo guerriero, che assunse questo nome quando arrivò in Germania dalla Scandinavia, dove «Longobardiz» significava proprio «guerrieri che attraversano il mare». Dopo un lungo viaggio si stanziarono nel nostro Paese, in Italia, occupandone però solo alcune zone, mentre le altre restarono in mano ai Bizantini: già a quell'epoca iniziarono così ad intravedersi i confini di quelle che saranno le attuali regioni italiane. DOPO ESSERE GIUNTI qui, si convertirono al Cristianesimo grazie ad una regina molto importante, Teodolinda, che agì con l'aiuto di Papa Gregorio Magno, suo grande amico. Fu lei a far costruire il famoso duomo di Monza, dove ancora oggi viene conservata la preziosa corona ferrea, che si narra sia stata fabbricata con un chiodo della croce di Gesù. Donna bella e intelligente, Teodolinda fu amatissima dal popolo e venerata come una santa, tanto da diventare protagonista di numerose leggende dopo la sua morte. Famosa è quella che riguarda il lago di Annone: si racconta che in una giornata di bel tempo suo figlio Adaloaldo le chiese il permesso di poter andare a pescare con un servo di fiducia, ma presto il cielo si oscurò e si scatenò una tempesta. Quando terminò, la barca era capovolta. Allora la donna chiese pietà al cielo: lentamente le acque del lago si ritirarono e Teodolinda poté riavere il corpo di suo figlio. Questa leggenda ha influenzato il nome di molti paesi dei dintorni, come Dolzago che deriva da «Dulz lac», ma anche Peslago, Laguccio e altri ancora . Naturalmente si tratta solo di un racconto, ma prova che Teodolinda ha trascorso lunghi periodi della sua vita in queste zone, dove ancora oggi sono rimasti luoghi legati al suo personaggio: famoso è il «Campanone» di Colle, così come il «castello» di Castello di Brianza. Si narra addirittura che ci fosse un passaggio segreto sotterraneo che un tempo collegava questi due edifici e che doveva servire alla regina e al suo seguito a mettersi in salvo in caso di pericolo. Gli abitanti di questi paesi ricordano ancora quando da bambini andavano a giocare nei boschi per cercare questo misterioso cunicolo. E… se esistesse davvero.

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