Campionato di Giornalismo il Giorno

Stop alla violenza sulle donne

 DA SEMPRE è la donna è stata considerata un individuo inferiore rispetto all'uomo. Nella letteratura la donna diviene «musa ispiratrice» per i grandi poeti come Dante, Petrarca, Leopardi. Passi da gigante sono stati fatti dalla donna in tempi recenti per conquistare diritti equivalenti a quelli degli uomini. Purtroppo però la donna continua a subire violenze, maltrattamenti e ingiustizie in diversi ambiti. In ambito familiare violenza significa spesso subire percosse dai mariti, a volte fino a trovare la morte per i traumi subiti. Violenza significa anche venir sfruttate nel mondo del lavoro, dove si ricevono paghe inadeguate per ore e ore di pesanti mansioni. VIOLENZA significa essere vittime di gelosia e di sfogo degli istinti altrui. Violenza significa anche essere private di diritti come lo studio e il modo di vestirsi. Due esempi di violenza sono avvenuti a distanza di anni anche sul territorio di Sesto San Giovanni. Due moventi diversi: la gelosia e lo sfogo dei propri istinti che conducono nel primo caso alla morte prematura di una sedicenne e nel secondo allo choc psicologico di un'anziana. Era il 12 febbraio 2001 al liceo Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni (Milano), durante l'intervallo una ragazza di 16 anni, Monica stava parlando animatamente con il suo fidanzatino, Roberto, di 17 anni. La discussione era diventata sempre più animata e il ragazzo aveva estratto un coltellino svizzero e aveva reciso la carotide della ragazza. Monica venne subito trasportata in ospedale, si tentò disperatamente un intervento ma la giovane morì. A distanza di 16 anni, il 30 agosto scorso alle 6 del mattino, al Parco Nord, una signora di 80 anni stava facendo una passeggiata nel verde, quando aveva sentito una lama alla gola. Minacciata e intimidita aveva dovuto cedere agli istinti di un ragazzo straniero di circa 35 anni. La signora ha subito uno stupro, ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri ed ora porta i segni di un triste ricordo che si trascinerà per tutta la vita. Un'altra forma di violenza è la negazione di alcuni diritti inviolabili come il diritto allo studio, la possibilità di entrare in un negozio non accompagnate da un uomo (marito o figlio), la possibilità di vestirsi in un determinato modo, la possibilità di prendere la patente di guida, diritto da poco acquisito dalle donne dell'Arabia Saudita.

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