Campionato di Giornalismo il Giorno

Le donne conquistano la libertà

 IN OCCASIONE del 70^ anniversario della Costituzione, che cade proprio quest'anno, la sezione Gianni Citterio A.N.P.I. Monza, nell'autunno scorso, all' Urban Center, ha proposto alle scuole monzesi la mostra: «Libere e sovrane. Le ventuno donne che hanno fatto la Costituzione». Della nostra scuola hanno partecipato 8 classi accompagnate da 17 insegnanti, oltre a numerose altre classi della città. A SCUOLA abbiamo studiato che la Costituzione è la legge fondamentale; contiene i principi a cui devono ispirarsi tutte le leggi e l'ordinamento dello Stato. La nostra Costituzione è entrata in vigore il 1° Gennaio del 1948, dopo essere stata scritta tra il 1946 e il 1947, in seguito al Referendum del 2 Giugno 1946, quando l'Italia è diventata una Repubblica. Per la prima volta nella storia del Paese, le donne votarono e furono elette. Infatti l'Assemblea Costituente era formata da 556 parlamentari detti «Padri costituenti», ma tra loro c'erano anche 21 «Madri costituenti», alle quali, appunto, è stata dedicata questa mostra. L'apporto delle donne è stato fondamentale in alcuni dei più importanti articoli. Ci hanno colpito particolarmente le parole di Eletta Pollastrini: «Quando si votò per il ripudio della guerra, noi tutte e ventuno ci tenemmo la mano. Eravamo tutte per la pace». Altrettanto toccanti le parole di Filomena Delli Castelli: «Sono nata che piovevano le bombe della grande guerra, il secondo conflitto mondiale l'ho vissuto in un'età da ricordarlo bene, ora non voglio vivere un altro orrore simile o peggiore». È dunque grazie anche alle donne se l'Italia «ripudia la guerra» (art. 11). Alla fine della mostra abbiamo lasciato scritti i nostri commenti. Eccone alcuni: «Grazie anche a voi, donne della Costituzione, oggi sono anche io libera e sovrana» (Chiara); «È stato bello scoprire la storia delle donne che mi hanno fatto acquisire la libertà» (Sara); «Grazie anche alle donne siamo tutti liberi e sovrani (Francesco). Alla realizzazione della mostra ha contribuito anche il C.A.Do.M. (Centro Aiuto Donne Maltrattate) di Monza che ha realizzato all'interno della mostra, l'installazione con le scarpe rosse, per ricordare che purtroppo le donne sono ancora vittime di violenze da parte degli uomini, spesso proprio quelli che dovrebbero amarle e rispettarle.

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