Campionato di Giornalismo il Giorno

La storia di Ceppo d’Adda

 «CIAO, io sono Ceppo d' Adda, meglio conosciuto come Ceppo. Sono nato ben 11mila anni fa dalla glaciazione di Würm. La mia formazione è stata molto movimentata: lingue di ghiaccio spesse anche 3000 metri avevano già da tempo iniziato a sciogliersi e a rigelarsi e l'acqua, travolgendomi, mi aveva portato sulle rive dell'Adda. Lì si stava molto bene anche se in inverno faceva ancora molto freddo. Si stava stretti sotto il ghiaccio, così tanto che ho iniziato a compattarmi con le rocce vicine, e sono diventato Ceppo, un conglomerato abbastanza resistente per poter essere utilizzato per costruire. LÌ HO VISSUTO in pace per anni finché un giorno ho visto arrivare i temuti cavatori: ero sbalordito, le leggende del tempo dei Romani erano vere!... Pian piano hanno iniziato a cavarmi. I giorni passavano e io venivo lavorato e usato per costruire. Mentre mi trasportavano lungo il fiume, ammiravo il mondo da un'altra prospettiva: querce maestose, lavandaie appollaiate sui sassi, cinghiali nascosti dai canneti. Ho visto anche la mia casa ma non più da sotto le acque: com'era bella la mia Adda! L'acqua cristallina faceva intravedere il letto del fiume, questa meraviglia continuava per chilometri e chilometri. Vidi anche le costruzioni dell'uomo: un paesino sperduto nel nulla, due chiese e quattro case, se ricordo bene il suo nome era Suisio. Ma ritorniamo al mio utilizzo…venni usato per il Castello visconteo di Trezzo e lì rimasi per secoli: vidi morire Bernabò Visconti e Paolo Colleoni conquistare la roccaforte. Ricopro ancora la centrale idroelettrica Taccani e sono diventato Patrimonio dell'Unesco grazie a Benigno Crespi, che mi volle per costruire il suo villaggio industriale. Che onore! Fui utilizzato anche per ricostruire Milano dopo la guerra e continuo ad osservare il pubblico della Scala da palazzo Marino, mentre a Bergamo dal cimitero monumentale veglio sull'eternità. Negli ultimi anni del mio «servizio» mi sono indebolito molto e ho smesso di essere utilizzato. Sono contento di aver dato il mio contributo a migliorare la mia terra: una zona piccola ma bellissima, ricca di persone che rispettano e curano la mia antica casa. Arrivederci alla prossima glaciazione».

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